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A monte degli eccidi e delle stragi di oggi e di ieri

Al punto in cui ci troviamo, viene da pensare che le menti degli uomini siano profondamente confuse, ottenebrate e stravolte: di sicuro, non vi alberga più il senso dell’amore e del rispetto nei confronti della vita.
 
Forse, questo é il risultato delle lunghe e indefesse “campagne” di scavo e sbancamento sulla corteccia cerebrale, portate avanti dalle sirene della ricchezza, dalle false chimere del tutto disponibile ad ogni costo, della potenza o addirittura onnipotenza a buon mercato, dallo scadimento ai limiti della fatua ostentazione, dell’invidia malsana, del disprezzo dei valori naturali ed ideali.
 
Sta di fatto che, ora, Caino non appare più solo, simbolo isolato del male, temuto ma ben individuato ed individuabile. Il suo volto si è moltiplicato in una miriade di cloni, alberga diffusamente e indiscriminatamente fra di noi.
 
Attenzione, però! Non si può e non si deve immaginare alcun Caino, alcun Bin Laden, alcun tiranno o dittatore di turno, in grado di rendersi protagonista di stragi immani, scatenate all’impazzata contro l’umanità, sorretto solamente dalla propria forza individuale.
 
All’origine e nei meandri delle tragedie a cui così spesso ci tocca di assistere, non si muove, insomma, questo o quell’altro personaggio malefico che agisce semplicemente per odio, per vendicare offese ricevute, per spodestare propri simili e/o avversari da un trono o da una posizione di privilegio. Allignano, invece, misteriosi ma evidenti intrecci con grandi interessi economici, con produzioni e traffici fuori legge e pericolosi, con quel “Dio denaro” che non conosce e non si pone limiti di sorta.
 
Quante povere moltitudini di ogni età finiscono coinvolte e oltraggiate in siffatti crimini, sebbene oggettivamente e assolutamente incolpevoli ed innocenti !
Purtroppo, ancora più amaro è constatare come la mano e la mente di chi accende le micce, oltre che riscuotere l’aiuto e la guida di spregiudicate e non proprio invisibili centrali lobbistiche, risultino, nello stesso tempo, schermate da uno spesso alone di indifferenza da parte di molti, i quali vedono e ne scrutano le mosse, ma si guardano bene dal gridare e/o ribellarsi.

 
Perché prevale la debolezza dell’omertà diffusa e latente? Trattasi di paura e basta?
 
Angosciante consuntivo, ecco che ci si para innanzi la scena di centinaia, migliaia , milioni di menti e di cuori spazzati via, come dai guizzi di un fulmine a pieno universo, insieme con i rispettivi contenuti di aspettative, pensieri, sentimenti e speranze: un effetto accostabile all’immagine di un fiore dai colori caldi e luminosi, che, reciso di botto da dita improvvide, piega giù i petali e cade.
 
Morale, di fronte a cotanta miseria umana, a dolori e lutti di dimensione oceanica, ha realmente senso distinguere e sottolineare, quasi auto gratificandosi vicendevolmente in uno stolto gioco delle fazioni, che le responsabilità si debbano collocare su un fronte anziché su un altro?
Invero, il suono di discettazioni è decisamente stonato, il sapore sgradevole.
 
30 marzo 2009
 
Rocco Boccadamo
Lecce
e.mail: rocco_b@alice.it 
 

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