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  Home page > Attualità > Politica > A che punto è la notte?
di Verità e Democrazia (sito) lunedì 22 marzo 2010 - 0 commento oknotizie
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A che punto è la notte?

Sono convinto che l’Italia si trovi di fronte ad un passaggio epocale della propria storia, simile a quanto accadde dopo l’inchiesta di Tangentopoli che decapitò buona parte della classe politica.

A che punto è la notte?

A che punto è questa infinita notte della Repubblica? Sta per saltare il tappo, come dice Paolo Mieli, o Berlusconi è ancora troppo forte per essere finito, come afferma Bersani?

Certo non è il periodo elettorale, nel quale gli attori della fiction democratica danno il meglio di sé allo scopo di recuperare la credibilità perduta, il più indicato per dipanarsi tra i percorsi e i sommovimenti oscuri degli scontri di potere.

E’ evidente come Berlusconi sia ormai sempre più solo politicamente, logorato dalla fronda interna di Fini, con i distinguo della Lega (e Tremonti) che non intende accodarsi alla guerra senza ritorno dell’Imperatore apprestandosi a raccogliere i frutti del successo elettorale delle prossime regionali al Nord, con la diserzione di Miccichè e Dell’Utri che in Sicilia aderiscono al progetto del Partito del Sud.

Ma un uomo solo, quando è schiavo della sua vanità e convinto della propria onnipotenza come Berlusconi, può diventare anche un uomo pericoloso.

Ciò che appare chiaro è che non si farà spontaneamente da parte se non alle sue condizioni e che in caso contrario è pronto ad usare tutte le armi di cui dispone: la prova di forza tentata con la manifestazione di Roma del 20 marzo rientra nel suo repertorio più collaudato.

Sicuramente Berlusconi è ancora forte delle sue menzogne, per la ferrea presa che mantiene sulle televisioni pubbliche e private, per i suoi dipendenti piazzati in tutti i gangli dell’amministrazione pubblica, per una maggioranza parlamentare composta di signor nessuno che devono la propria poltrona e la possibilità di mantenerla alla nomina del Capo e che dunque sono terrorizzati dall’idea di un cambio di governo e di nuove elezioni. E’ ancora troppo forte per la ricattabilità dei vecchi complici, dentro la maggioranza e l’opposizione, e le minacce che riesce ad esercitare sulle istituzioni e sul sistema politico nel suo complesso. E’ ancora forte per l’amicizia di Gheddafi e Putin.

E per i tanti fascisti, riemersi dall’ombra in questi anni, che sono con lui.

Sono evidentemente ridicoli gli argomenti che utilizza: lui che ricopre la sua carica in spregio della Costituzione e che si è avvantaggiato per i propri affari della corruzione giudiziaria, denuncia un complotto diretto a rovesciare il governo scelto dal popolo e l’uso politico della giustizia.

Ma d’altronde come interpretare lo scontro politico in atto se non come un regolamento di conti tra fazioni all’interno di un sistema di potere dominato da determinate e ben riconoscibili ’entità’?

Sono forse venuti meno i presupposti sociali, culturali, il substrato dei rapporti di forza economica e finanziaria sui quali si è fondato il berlusconismo, tanto da far lucidamente affermare a Barbara Spinelli che Berlusconi potrà cadere oggi solo per volontà di una parte della destra?


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di Verità e Democrazia (sito) lunedì 22 marzo 2010 - 0 commento oknotizie
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