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 Home page > Attualità > Cronaca > Frana ad Ischia: ancora quanti morti prima di dire basta all’abusivismo?

Frana ad Ischia: ancora quanti morti prima di dire basta all’abusivismo?

Al momento il bilancio è di una giovane ragazza morta: Anna De Felice, due in serie condizioni, decine di feriti e altrettante auto distrutte e letteralmente trasportate a mare, a causa di una frana che ha colpito stamattina Casamicciola Terme, uno dei 6 comuni dell’Isola d’Ischia.Il pensiero corre subito all’alba del 30 Aprile 2006 quando dal Monte Vezzi, nel comune di Ischia, si staccarono tre frane che uccisero Luigi Buono e le sue tre giovani figlie.

Anche questa volta la zona interessata dalla frana sembra corrispondere, secondo le cartine dell’Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania, ad una zona R4, ad alto rischio idrogeologico. E’ difficile non pensare all’abusivismo edilizio, che martoria un’isola meravigliosa. Sull’Isola “verde” sono migliaia le richieste di condono edilizio e risultano circa 1.000 fabbricati non accatastati, a Casamicciola, comune della frana, se ne contano almeno centosessanta.C’è chi parla, anche questa volta, di costruzioni selvagge ai piedi delle cave che bloccano il naturale deflusso della pioggia.

Abusivismo edilizio mai combattuto realmente dagli amministratori locali al punto che quando lo scorso maggio in uno dei sei comuni, dopo anni di illegalità, la Procura della Repubblica di Napoli, guidata dal Procuratore Aggiunto De Chiara, mandava avanti la prima demolizione, i sei sindaci dell’Isola d’Ischia insieme a quello di Procida, in modo bipartisan (PD e PDL) annunciavano le loro dimissioni per ottenere che il “Condono Berlusconi ter” fosse esteso anche alle loro isole (zone sottoposte a vincolo paesaggistico).

I sindaci di Ischia e Procida avrebbe avuto tante motivazioni per dimettersi in favore di battaglie per la legalità e della sicurezza dei loro concittadini, lo hanno fatto invece sposando la causa dell’abusivismo edilizio per tentare di bloccare le demolizioni, (non per farle eseguire). E ciò nonostante fosse noto a tutti (avvocati e sindaci in primis) che il “condono ter” non era applicabile a zone vincolate (quali Ischia e Procida, tutelate tra l’altro anche da direttive europee quali “Habitat” e “Uccelli” ed inserite nei siti di interesse comunitario nella rete Natura 2000).

Quante altre tragedie, quanti altri morti, prima che i sindaci si decidano a dire BASTA ALL’ABUSIVISMO EDILIZIO? (non agli abbattimenti!)

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