6000 insegnanti licenziati solo con "circolari truffa" dal Ministro Mariastella Gelmini
Una bieca operazione di "macelleria sociale", o "darwinismo
sociale", del tutto priva di valide e coerenti motivazioni, realizzata
con delle circolari MIUR che violano la forma e la sostanza delle stesse
leggi 133/2008 e 102/2009, che regolano tale pensionamento. Infatti,
mentre le leggi presuppongono l’accertamento di esubero in organico, le
circolari "impongono", illegittimamente, ai dirigenti scolastici di
licenziare il personale anche in condizioni di non esubero.
Senza l’attenuante di far posto a giovani docenti precari, in
attesa di immissione in ruolo, perchè la Finanziaria 2008 e la recente
manovra economica correttiva hanno tassativamente bloccato nuove
assunzioni. E senza l’alibi di un risparmio per i conti pubblici,
risparmio che, in base ai calcoli, è irrisorio, per non dire
inesistente.
Aaltre ulteriori discriminazioni :
1) alcuni dirigenti scolastici
hanno licenziato o non licenziato i propri dipendenti per simpatia o
antipatia o in base alla paura o meno di improbabili sanzioni
disciplinari che sarebbero loro arrivate (a loro dire, se non
licenziavano) dagli Uffici Provinciali, Regionali o Nazionali del
MIUR.
2) si sono già avute, da parte dei Giudici del Lavoro di
tutt’Italia sentenze difformi sui ricorsi inoltrati loro dai
docenti rottamati. Fino a questo momento almeno 15 giudici hanno
accolto i ricorsi dei ricorrenti, altrettanti li hanno respinti.
I Dirigenti, nel licenziare il personale docente e ATA, con 40 anni
di contributi, oggettivamente, hanno agito in una condizione di evidente
"conflitto di interessi", perché, essi, all’ultimo momento, sono
stati furbescamente, esclusi dal "pensionamento coatto"; In una scomoda
ed ambigua posizione di palese "conflitto di interessi" si son venuti a
trovare anche tutti i Giudici del Lavoro che si sono occupati e si
stanno occupando ancora dei numerosi ricorsi, perché anch’essi, dalle
leggi 133/2008 e 102/2009, sono stati furbescamente esclusi dal
"pensionamento coatto".
E’ totale l’incostituzionalità sia della legge 133/2008 che della successiva legge 102/2009, perchè esse confliggono palesemente con l’art. 3, comma 1, Cost. in quanto escludono dalla "risoluzione forzosa del rapporto di lavoro" i magistrati, i professori universitari (art. 72, comma 11, legge 133/2008), i dirigenti medici di strutture complesse (art. 17, comma 35 novies, legge 102/2009) e i Dirigenti Scolastici.
Incostituzionalità che (essendo tali norme "eccezionali" relative ai soli anni 2009, 2010 e 2011, termine oltre il quale non sarà più possibile la "risoluzione forzosa del rapporto di lavoro" nella PA), si paleserà maggiormente, allo scadere del 2011, perchè si creerà un’altra disparità di trattamento (altro conflitto con l’art.3, comma 1, Cost.) tra i soggetti ai quali la "risoluzione forzosa del rapporto di lavoro" oggi si applica e i loro colleghi ai quali, pur trovandosi nelle medesime condizioni dei primi, dopo il 2011, non sarà più possibile applicarla.
La "risoluzione forzosa del rapporto di lavoro" del personale, in presenza di uno stato di servizio contributivo di 40 anni, si basa sul presupposto legislativo di accertamento della condizione di esubero in organico, come novellano le leggi citate che attribuiscono alla PA la facoltà di "risoluzione forzosa e unilaterale del rapporto di lavoro" ma solo " nell’ambito degli interventi per il contenimento della spesa per il pubblico impiego...con la riduzione di un rilevante numero di posti di docenti...." con la raccomandazione che "dovrà essere evitata ogni forma di aggravio erariale connesso al formarsi di ruoli in esubero" ( vedi art. 64 legge 133/2008 e Direttiva MIUR n. 94 del 4 Dicembre 2009, pag. 1).
La "risoluzione forzosa del rapporto di lavoro", anche in condizioni di non esubero, per gli insegnanti con 40 anni di servizio contributivo, è prescritta come obbligatoria solo dalla nota MIUR Prot. n. AOODGPER 1053 del 29 / 01 / 2010 e dalla nota MIUR Prot. AOODGPER 2261 del 25 / 02 / 2010.
Ma tali note, come tutti sanno, non hanno alcuna cogenza di legge (vedi, ad esempio, sent. Cassazione n. 35 del 5 gennaio 2010 : "....“La violazione di circolari ministeriali non può costituire motivo di ricorso per cassazione sotto il profilo della violazione di legge, non contenendo le circolari norme di diritto, ma essendo piuttosto qualificabili come atti unilaterali..." ).
Esse, quindi, sono solo un’interpretazione arbitraria delle leggi 133 /2008 e 102/2009 da parte dell’Amministrazione del MIUR, centrale e periferica, e configurano a loro carico un grave abuso di potere (comportamento illegittimo). Ciònonostante il Ministero della Pubblica Istruzione, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, con queste circolari (Direttiva MIUR n. 94 del 4 Dicembre 2009 e successive nota MIUR Prot. n. AOODGPER 1053 del 29 / 01 / 2010 e nota MIUR Prot. AOODGPER 2261 del 25 / 02 / 2010. citate) hanno imposto ai Dirigenti Scolastici, su tutto il territorio nazionale, l’obbligo inderogabile di procedere al "pensionamento coatto" dei loro dipendenti che hanno maturato, entro il 28 Febbraio 2010, 40 anni di servizio contributivo, con un comportamento autoritario che ha annullato, di colpo, le facoltà discrezionali propri del loro ruolo dirigenziale, le prerogative dell’autonomia scolastica e del decentramento amministrativo. Un provvedimento questo che confligge anche con una recente Direttiva della UE che vieta, ai fini del licenziamento, la discriminazione per età.
Continui pure a prendere lo
stipendio e si chieda, ogni tanto, se potrebbe essere, meritatamente, fra quel milione
di statali che dovrebbero essere licenziati perché inutili.
Sabato 11.12.2004 Sezione lettere de "Il Gazzettino" del Fiuli, pagina XVI
UDINE Troppagente alledipendenze delloStato
Bisogna ridurre il personale in esubero nell’amministrazione pubblica, per liberare le risorse necessarie al finanziamento delle politiche per la riduzione dell’insostenibile pressione fiscale, per la ricerca e lo sviluppo. Bloccare il turnover quale toccasana per conseguire i risultati sopraddetti è velleitario e propagandistico. Il fattore "tempo" è sfavorevole, perché la dinamica del turnover è troppo lenta nel produrre i benefici ricercati, poiché i risultati si conseguiranno solo nel lungo termine. Inoltre le necessità di reperire le nuove professionalità sconsiglia quella che potrebbe configurarsi come una nuova rigidità nel mercato del lavoro. Ricordo che durante il governo dei sinistri "Prodi-D’Alema-Amato", l’apparato alledipendenze statali fu sfoltito di 290.000 unità, alla chetichella, senza contrasti sindacali, perché le stesse unità furono poste sul groppone del contribuente, lavoratore o detentore di capitali; nella migliore continuità dell’Iri di Prodiana memoria, con prepensionamenti e incentivi. Si doveva invece licenziare e dare un reddito minimo di sussistenza, come normalmente assicurano molti Stati nostri competitori, europei o extra-europei e taluni anche senza corrispondere alcunché. Invece, fino ad oggi, questo governo ha assunto circa 119.000 unità d’impiegati statali (non so se lavoratori). L’industria privata non assistita, che compete nel mercato mondiale, sarebbe fuori mercato qualora applicasse la ricetta statale. Ripeto: chiunque sia al governo dovrà tagliare le spese improduttive per liberare risorse finanziarie, indispensabili per l’innovazione dei nuovi processi produttivi e la ricerca, i soli che possano permettere la competizione nel mercato internazionale e che potranno coadiuvare politiche di riduzione della pressione fiscale. Invece si continua nel vecchio malvezzo dell’assistenzialismo ad attività fuori mercato, con costi grandemente maggiori delle politiche di sussistenza per chi sarà interessato dalla chiusura delle stesse. E intanto il mercato del vero lavoro langue; quello assistito prospera, compreso l’intra- e l’extra-comunitario. Un appunto alle sofferenze industriali del nostro Friuli. Le odierne vicende delle cartiera Burgo di Tolmezzo ed Ermolli di Moggio Udinese, che operano fuori mercato. In Finlandia sono prodotte bobine di carta con un fronte di 11,60 metri (hanno materia prima, acqua a volontà, centrali nucleari). E giù a far finta di finanziare depuratori che poi non sono realizzati; una maniera surrettizia di finanziare i livelli occupazionali. Altro per l’ex-Manifattura di Gemona. Ricordiamo ancora i nomi: Cumini? Comello? Patriarca? Dilapidarono miliardi di Lire d’intervento pubblico, per poi chiudere. E poi ci vengono a dire che serve importare manodopera! Facendo mente alla Zona Industriale di Osoppo, dicono niente le esperienze industriali dei gruppi Pittini e Fantoni? Nel "Gruppo Pittini" nell’ anno 1973 si producevano circa 180.000 tonnellate di vergella; nell’anno 1979 circa 360.000 tonnellate, con circa 1500 unità lavorative; nell’anno 1989 circa 700.000 tonnellate con circa 1100 unità lavorative; oggi anno 2004 circa 1.000.000 tonnellate con circa 700 addetti. Per non dire di tutte le piccole aziende che operano senza particolari aiuti. Nell’apparato statale invece, nonostante "pensionati baby", scivolamenti, svii e deragliamenti, procedure informatizzate ed altre diavolerie moderne, prosperano i "lavori socialmente in-utili". Sempre per la nota teoria: e poi chi vota chi? RenzoRIVA Buia
Da insegnante rottamata mi son chiesta, su suggerimento di Renzo Riva, se sono inutile. E non ho avuto dubbi. Non sono affatto inutile. Intanto perché se resto nella scuola non vado ad ingrossare le file dei baby pensionati: la vita si allunga, per fortuna, e se l’adolescenza dura fino a 40 anni, i sessantenni sono ancora decisamente giovani. E poi perché l’esperienza di quasi 40 anni tra i banchi va valorizzata, anziché cancellata. Se uno di noi avesse bisogno di un’operazione a cuore aperto a chi si rivolgerebbe? A un veterano o a un novellino? E non mi si dica che non c’è confronto tra un bisturi e una penna, perché la formazione dei cittadini di domani non è cosa di poco conto. Gli sprechi ci sono e anche i fannulloni. Ma licenziando senza criterio si rischia di gettare via il bambino con l’acqua sporca. Lucia Pellegrini
Mi sembra che il signor Riva parli della Scuola come si parla di un’azienda, e un simile intervento , caro collega Falcetta, era da prevedere, considerati i messaggi ripetuti che ci sono giunti dalle alte sfere in questi ultimi tempi e il clima generale che si respira in tal senso. Purtroppo, se si guarda alla Scuola come ad un ente assistenziale che toglie risorse al "mercato del lavoro vero", ogni spesa che in essa si investe apparirà improduttiva. Molto più produttivo sarà, ad esempio, affidare ad un unico insegnante per l’intero orario scolastico un’intera classe di alunni, anziché prevedere, in alcuni momenti della settimana, la compresenza di più docenti, che possano seguire individualmente gli alunni stessi nei loro processi di apprendimento. Allo stesso modo molto più produttivo sarà aumentare il rapporto alunni/docenti. Così come, per ridurre il personale, basterà licenziare da un momento all’altro gli insegnanti , senza neanche prendere in considerazione che possono essere prossimi al termine di un percorso didattico e si interrompe così un progetto educativo in atto. E infatti tutto questo, insieme a tanto altro, è quanto è stato fatto da chi tale logica ha assunto.
Ma chi nella scuola HA LAVORATO 40 anni, sa dove porta questa logica, con classi di 25/27 alunni, con inseriti problemi specifici di apprendimento, disturbi relazionali, alunni iper ed ipodotati, alunni extracomunitari...
E questo lo sa anche chi questa scelta ha operato. Gabriella Fiorini
Noi, che siamo stati buttati fuori dalla scuola, non siamo la zavorra inutile, non siamo il vecchiume, non siamo gente che esce la mattina a cercare il tozzo di pane.
Noi siamo nel pieno delle nostre capacità cognitive e relazionali.
Noi siamo, nella scuola e oltre la scuola, scrittori, artisti, professionisti i cui orizzonti culturali spaziano grazie a tutto il bagaglio di studi e di esperienze accumulati nei nostri 35 anni di insegnamento. Siamo quelli che si sono laureati presto e che hanno conseguito altrettanto presto l’abilitazione. Ci chiamano per conferenze e relazioni anche di carattere internazionale. Non siamo dei vecchietti cadenti. Tr di noi c’è gente che non nemmeno 59 anni.
Noi non rubiamo il lavoro a nessuno perché quello che stiamo tentando di difendere è il nostro lavoro. Perchè la nostra cacciata dalla scuola non produrrà alcuna nuova assunzione.
La società si divide in "chi fatica" e "chi lavora". Quelli che "faticano" non vedono l’ora di andarsene in pensione perché non amano il loro lavoro. Noi invece siamo pieni di entusiasmo e difendiamo la nostra professione di insegnanti.
Le comunità dell’antica Grecia, per scacciare povertà, carestie, epidemie e altri guai collettivi facevano ricadere le colpe di tali mali sul "caprio espiatorio", il "pharmakòs" ( Ipponatte - 600 a.c.). Il Pharmakòs, infetto dalle impurità dell’intera città, veniva cacciato oltre le mura e percosso con rami di fico (la pianta più povera) sul corpo e sui genitali dal resto della popolazione che sceglieva il malcapitato tra i più deboli e lo percuoteva ripetutamente, perché i mali che custodiva dentro venissero fuori, via, fino ad ucciderlo.
Ecco: con Brunetta e Gelmini siamo ritornati per la Scuola Pubblica Italiana alla società di duemila e seicento anni fa ritenendo, senza vergogna alcuna, un gruppo di persone, noi gli insegnanti più preparati e più colti, responsabili della moltitudine di problemi che affliggono la Scuola. Senza alcun risparmio economico sociale.
Ed è così che veniamo cacciati su due piedi con un provvedimento incostituzionale e senza che nessuno, tra Sindacati e politici vari, abbia sprecato nemmeno una parola.
E veniamo cacciati da Berlusconi, quello di Romolo e Remolo, e dalla Gelmini, quella degli esami di Stato a Reggio Calabria e che non sa pronunciare nemmeno la parola "egida" che qualcuno le aveva scritto nel suo intervento al Parlamento senza prima avvertirla. E veniamo cacciati da Brunetta, quello che sadicamente cercava applausi tra i suoi sostenitori vantandosi di chiudere lentamente il cannello d’ossigeno per coloro che operano nella cultura.
La legge in argomento,non ha colpito solo gli insegnanti,ma altri dipendenti pubblici,persone che hanno sempre fatto il proprio dovere,nel caso nostro 4 dipendenti di un comune in provincia di Milano,(settore polizia locale), sono stati licenziati ancora prima che il decreto fosse legge,senza una formale convocazione,in assenza di esubero di organico;anzi, pochi mesi dopo, fu fatto un concorso per assunzione personale stessa area. Giuseppe Rainaldi
La stessa Gelmini ha proposto l’alleato Bossi per la laurea honoris causa in Scienza Comunicazioni. Il Rettore del S.Raffaele di Milano ha offerto alla figlia del Premier, neo-laureata (3 anni) in filosofia, una cattedra universitaria. Non è chiaro se trattasi di "meritocrazia" applicata o se stiamo sfogliando le pagine del Dossier ARROGANZA...
Concordo pienamente con quanto viene affermato nel precedente post...Si, siamo licenziati da indegni politici che impunemente impongono una gravissima violazione della costituzione: vietano ai lavoratori di concludere la loro carriera precocemente senza avere raggiunto l’età pensionabile, tutto questo per fare spazio nel mondo del lavoro ed illudere i più giovani che così il lavoro ci sarà......per loro. Invece non ci sono assunzioni , le classi vengono accorpate e si accrescono numericamente di allievi. I docenti licenziati, che hanno alle spalle dai 35 ai 40 anni di servizio, sono i più bravi ma, pur non avendo l’età pensionabile, nella maggior parte dei casi meno di 60 anni lasciano, senza averlo portato a compimento, un percorso impegnativo e intenso. E’ questo l’amaro risvolto della medaglia di una disposizione vile , priva di consistenza umana. Una norma ingiusta che , tra l’altro colpisce chi , a proprie spese, ha pagato il riscatto degli anni universitari o del servizio militare....una norma ingiusta che appare ancor più amara perchè non ben conosciuta dalla folla. La folla volgare ritiene che noi siamo dei vecchi patetici che vogliamo resistere al giusto pensionamento. L’informazione è carente.Non hanno capito che abbiamo meno anni di coloro che rimangono in servizio, alcuni dei quali, per completare la carriera al minimo pensionabile potranno arrivare a 70 anni!!!. Noi pensionati senza essere in età pensionabile....Loro in servizio anche oltre i 65 anni! Non mi vengano a dire che con il pensionamento forzoso si svecchia la scuola!!!!!!!
Divulghiamo la verità, non lasciamo che le calunnie prevalgano!