martedì 13 dicembre 2011
Tagliare i costi della politica, sottrarre alla casta i privilegi economici; su questi punti si gioca il dibattito politico degli ultimi giorni.
Proprio su tale diatriba sembra essere scivolata Alessandra Mussolini, parlamentare PDL; solo qualche giorno fa aveva rilasciato dure dichiarazioni contro quei cittadini che chiedono equità nei tagli, troppo spesso a senso unico. A chi chiedeva di abbassare a 5000 euro l'indennità parlamentare, così ha risposto l'Onorevole nell'intervista di Maria Latella per il settimanale "A":
E’ come se ci mandassero nudi per strada. Poi è ovvio che uno si ammala, prende l’influenza, si aggrava, arriva la polmonite e quindi... Per i cittadini soffriamo ancora poco. Vogliono vederci soffrire ancora di più. Se abbassassero i nostri stipendi a 1000 euro al mese, la gente ci vorrebbe vedere prendere 500 euro.
A qualche giorno dalla dichiarazione, dove il ragionamento si concludeva con l'equivalenza "tagliare l'indennità" = "istigazione al suicidio", la Mussolini interviene nuovamente, non per correggere il tiro sulle avventate dichiarazioni, ma per negarne la veridicità; stavolta interviene a "La telefonata", di Maurizio Belpietro, e sottolinea che quanto detto in precedenza è figlio di un errore:
Un equivoco nato da una intervista con Maria Latella, con cui ho litigato ieri e alla quale gliene ho detto di tutti i colori: nell'intervista dicevo che sono per l'abolizione totale dell'indennità e del vitalizio.
Non contro le riduzioni, che quindi non basterebbero perché tanto in italia "ci sarà sempre il cittadino che dice 'io guadagno 600 e 1000 sono troppi'"; la parlamentare mostra il suo lato più radicale: cancellare indennità e vitalizio per tutti i politici. Questa la posizione dell'Onorevole, fino a prossima dichiarazione.