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Tomassini (Pdl) attacca il Redditometro: i cavalli non sono un bene di lusso

martedì 25 ottobre 2011

La lotta all’evasione fiscale si fa forte di una nuova arma, il redditometro, ovvero una serie di parametri per verificare se il reddito dichiarato, o che il contribuente si appresta a dichiarare, sia coerente con il tenore di vita. Cinque aree geografiche, undici tipi di nuclei familiari, sette categorie e oltre cento voci sono i numeri per capire se dichiarate il vero o il falso e con voi le oltre 22 milioni di famiglie italiane, che potranno tenere sotto controllo la propria posizione tramite il sito delle agenzie delle entrate.

“Il redditometro sarà inoltre definito in base alle caratteristiche del nucleo familiare e dell'area geografica che andranno a costituire 55 gruppi omogenei” ha dichiarato il direttore delle Agenzie delle entrate Attilio Befera e controllerà se avete il divano ma anche il cellulare, il caravan, se siete iscritti in palestra ma anche all’università, passando per le spese per il veterinario, l’asilo, la colf, la pay tv, abbonamento telefonico, l'iPad, o se usufruite di centri benessere fino ai viaggi organizzati.
 
Il redditometro parte in via sperimentale per due-tre mesi per poi essere operativo a pieno titolo dal 2012. Gli accertamenti scatteranno a partire dalle dichiarazioni 2010 (reddito di imposta 2009) e i contribuenti lo potranno utilizzare a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi.
 
Luigi Magistro, direttore centrale accertamento delle Entrate, ha affermato che così “avremo la possibilità di non scocciare chi non merita di essere scocciato e non impiegheremo risorse inutilmente, quando c’è una grande massa imponibile da far emergere”.
 
Insomma un modo per capire se c’è coerenza tra spese e reddito dichiarato, e soprattutto il reddito che intendono dichiarare.
 
Ovviamente cominciano i primi commenti e le prime prese di distanza. Il senatore Pdl Antonio Tomassini non ci sta e chiede che i cavalli siano fatti fuori dal redditometro:
Il cavallo deve essere riconosciuto come animale d'affezione e non come bene di lusso - ha affermato - deve essere escluso dal circuito alimentare e dal redditometro”. Il reale valore del cavallo, ha aggiunto, va “rapportato all'animale da sella non classificato una categoria nella quale rientrano 800 mila esemplari in Italia che creano indotto per 2 milioni di persone

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