venerdì 16 dicembre 2011
Ieri sera il centro meccanografico di Poste Italiane di Lamezia Terme ha intercettato oltre dieci missive contenenti proiettili ed accuse. Le lettere erano destinate a Mario Monti, Silvio Berlusconi, Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani e diversi giornalisti, tra cui direttori di giornale (Ferruccio De Bortoli, Ezio Mauro, Maurizio Belpietro, Leonardo Boriani e Mario Sechi).
Accuse e minacce, da quanto si è appreso, vertono tutte sulla Manovra Finanziaria prossima al voto ed alla Riforma per le pensioni;
La Finanziaria è pronta come è pronto il loro funerale. Ci vedremo a Roma. Non siamo contro le forze dell'ordine però se c'è qualcuno che vuole fare l'eroe pensi prima alla sua famiglia. E' una lotta giusta e coerente contro i poteri forti a difesa della povera gente. Le misure prese per colpire sempre i più deboli non devono esser approvare se non con modifiche radicali a difendere quel poco che le fasce deboli hanno. Ma vi rendete conto che colpite gli operai con le loro famiglie che sono già sul lastrico.
E ancora: "Il piombo non manca, adesso arriverà anche il tritolo dagli amici arabi", "ve la faremo pagare".
I messaggi, battuti al computer, portano la firma "Movimento armato proletario". Sul caso indaga la polizia postale di Lamezia, diretta dal pm Maria Alessandra Ruberto e coordinate dal procuratore di Salvatore Vitello.
Già il 12 dicembre scorso Pietro Saviotti, procuratore aggiunto di Roma aveva aperto un'indagine in seguito ad altre due lettere minatorie; queste però erano firmate Nucleo Mario Galesi per i Pac ed indirizzate al sindaco di Roma Gianni Alemanno ed al Ministro dalla Giustizia Paola Severino.