lunedì 12 settembre 2011
Il ministro dell'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, lancia l'allarme: attenzione al dopo Berlusconi perché potrebbe essere molto peggio del presente. "Non è detto che il dopo Berlusconi sarà democratico, nella borghesia italiana c’è una pulsione reazionaria che la Dc prima e Berlusconi dopo hanno trattenuto nella democrazia".
Un dettaglio: la borghesia italiana non si è mai dimostrata il nemico principale del presidente del Consiglio. Tranne sporadiche contestazioni, fisiologiche per qualsiasi governo, ha riscosso critiche e consensi. Forse le affermazioni di Rotondi sono una risposta indiretta alle recenti prese di posizione di Confindustria?
"Basta osservare il successo della polemica sulla casta - aggiunge Rotondi, ex Dc che più politico politicante non si può - per capire quanto è forte nella pancia del Paese l’attesa dell’uomo forte. Sarebbe l’ora della solidarietà tra le forze democratiche, ma dormono". La soluzione al problema la potremmo facilmente dedurre: riforma dell'assetto istituzionale e Berlusconi al Quirinale, per evitare il pericolo della deriva autoritaria e tutelarci nella sicura epopea berlusconiana. O no, ministro Rotondi?