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Alessandro Esseno. La forza della musica

Intervista esclusiva con Alessandro Esseno considerato dalla critica specializzata uno dei compositori e pianisti più interessanti a livello internazionale. Personaggio complesso e non facile da capire, ma certamente autentico e di indiscusso talento. In una intervista senza reticenze ci parla del suo lavoro, della funzione della musica all’interno della società, e molto altro ancora..

Non è facile far capire a chi legge, la differenza tra un disco come ce ne sono tanti e altri invece come ce ne sono pochi.

La preparazione, lo studio, la profondità di sentimenti che scaturisce da ogni singola nota. Il nuovo album di Alessandro Esseno "Pictures" possiede tutte queste caratteristiche, tanto da sembrare una scheggia sonora provienente da qualche cometa che ha sfiorato la Terra di recente, o l’opera di qualcuno che ha vissuto una vita molto appartata negli ultimi anni..

Un disco difficile e raffinato, si potrebbe azzardare nel dire un disco con una personalità simile a quella del suo autore?

"Bè, ogni opera d’arte per forza di cose rispecchia colui che l’ha creata, poi credo nel concetto di multipersonalità, nel senso che in ognuno di noi convivono più individui che hanno però tutti lo stesso nome e cognome.. Nessuno di noi ha sempre perennemente lo stesso approccio con la realtà.. Comunque certamente questo album e uno dei miei dischi con la matrice autobiografica più marcata.."

Un disco intenso e profondo, che potrà non piacere ma che certamente non può lasciare indifferenti, il tuo concetto di musica è sempre stato questo? Per tante persone la musica è sottofondo per fare dei viaggi o suonerie per cellulari..

"La musica è arrivata nella mia vita come uno tsunami spirituale, ha deciso di guidarmi durante tutto il corso della mia esistenza modificandolo a suo piacimento, oggi mi rimane difficile immaginarmi fare un altro mestiere, essendomi occupato di musica negli ultimi 30 anni.. La musica non può essere una brioche o una suoneria, quella è un altra cosa, rumore magari gradevole ma solo rumore.. Il mio concetto di musica è un tempio o tabernacolo spirituale, dove ognuno può vedere se stesso riflesso nello specchio dell’infinito, la forza dei suoni e inimmaginabile, non dimentichiamoci l’episodio biblico delle trombe di Gerico.. La società umana contemporanea non ha ha ancora compreso che se vuole guardare avanti alla sua evoluzione, deve per forza inserire la musica "quella vera" tra le sue priorità fondamentali. Se per esempio nel nostro paese, i bambini e i giovanissimi, ricevessero una educazione musicale autentica e profonda, magari certi episodi di violenza gratuita nella loro assurda follia non accadrebbero, o ne accadrebbero meno. Io stesso senza la musica sarei potuto diventare una persona violenta come tante, considerando gli istinti negativi presenti in ogni essere umano.. C’è poi chi riesce a reprimerli in qualche modo, con il lavoro, con lo sport.. La musica resta un mezzo terapeutico formidabile per far capire addirittura le differenze tra quello che è giusto e quello che non lo è.."

Musica intesa come concetto rivoluzionario, in grado di cambiare le persone se non addirittura le masse?

"Le masse sono fatte di persone, le rivoluzioni nella storia dell’uomo le hanno fatte i singoli, le masse arrivano dopo.. Il problema è che oggi purtroppo nel mondo non ci sono figure spirituali autentiche e carismatiche come Martin Luther King o Ghandi.. Questo relativismo "fintamente democratico" in cui il mondo è immerso, permette a chiunque di dire qualunque cosa e a chiunque altro di dire il suo esatto contrario.. In questo contesto assolutamente diseducativo un giovane è completamente disorientato non avendo ancora gli strumenti mentali per capire quali sono valori e quali disvalori.. Viviamo in pieno corto circuito culturale dove non solo non si capisce più chi dice la verità o una parvenza di essa.., ma dove i mezzi di comunicazione di massa non fanno altro che alimentare questo gigantesco e inaccettabile caos.. E ovviamente la musica non è immune da tutto questo.. Persone senza alcun merito nè musicale nè intellettuale, pubblicano dischi occupando gli spazi più importanti sui quotidiani, alla radio, in televisione, a discapito di persone di valore che magari nel frattempo per sopravvivere fanno i commessi dentro ad un supermercato, o i pony express, questo francamente è inaccettabile e và combattuto in tutti i modi.."

Che tipo di rapporti hai con le persone che comprano i tuoi dischi e vengono ai tuoi concerti?

"Un rapporto bellissimo, ricevo e-mail di persone sconosciute che mi manifestano il loro apprezzamento e questo ovviamente mi gratifica molto. Anche se ho impiegato una vita intera prima di arrivare a pubblicare la mia musica, oggi sono molto appagato sia per il riconoscimento da parte del pubblico che da parte della critica specializzata, che alla fine senza l’ombra della malafede, ha dovuto riconoscere un valore alla mia musica definendola una forma d’arte, di questo sono lusingato e li ringrazio, motivo di più per fare sempre meglio e di più.."

Il tuo pianismo è molto diverso da quello dei tuoi colleghi ed è immediatamente riconoscibile, è un fatto naturale o hai eliminato qualunque tipo di influenza proprio per evitare accostamenti con altri?

"Se c’erano delle influenze iniziali, sono evaporate nel corso degli anni.. Con il sistema compositivo che ho elaborato comunque, è difficile che possano esserci influenze o somiglianze con cose fatte da altri, perchè lavorando su forme naturali queste ultime sono sempre diverse e in perenne trasformazione. Per il resto posso dirti con tutto il rispetto, che quello che fanno gli altri non mi ha mai interessato, il mio bagaglio è lo sterminato patrimonio della musica classica, se proprio dovessi citare dei riferimenti guarderei lì, non altrove..

So che dietro alla lavorazione di questo album, c’è un investimento oltre che di denaro, di tempo, insieme a persone a cui tieni molto..

"Persone che hanno dimostrato con i fatti e non con le parole di credere in me e nella mia musica, a cominciare dallo staff di Rai Trade con cui lavoro ormai da cinque anni e con il quale abbiamo raggiunto già obiettivi importanti e di grande prestigio: Mauro Buttinelli, Pietro Ferri, e Dino Piretti, oltre a Riccardo Carotenuto, promoter internazionale conosciutissimo, che aveva creduto nelle mie possibilità fin dal 1995, e Daniele Mignardi, su cui tutti noi contiamo molto per quanto riguarda il suo preziosissimo lavoro di ufficio stampa. La vita è fatta di incontri, attualmente queste sono le persone con cui sono orgoglioso e onorato di lavorare insieme, non è stato facile incontrarle e unirle in un team. Con i tempi che corrono, sapere di poter contare sulla professionalità e la competenza di professionisti già affermati non è cosa da poco..

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