mercoledì 3 agosto 2011
Sono passati poco più di 10 giorni e nonostante la strage di Oslo non faccia più le prime dei giornali (italiani, almeno), continua inevitabilmente a far parlare di sé e non solo per i suoi aspetti giuridici o sociologici. Nel suo "delirio" antecedente alla strage Anders Behring Breivik aveva dato riconoscimento ai propri involontari "maestri" e a tutto ciò che aveva contribuito alla propria formazione. Compreso il cinema.
Lontane, ma non troppo, le prese di distanze dai vari politici e intellettuali anche solo sfiorati dalle parole del killer ecco che anche i registi cominciano a fare altrettanto (sebbene non ce ne sia propriamente bisogno).
"E' orribile", "mi sento male"... queste, infatti, le parole di Lars Von Trier - di qualche giorno fa al quotidiano danese Politiken - che hanno commentato l'amara sorpresa di leggere tra i film preferiti sul profilo di Facebook di Breivik anche il suo capolavoro, Dogville, subito alle spalle de Il Gladiatore e 300, in questa sua classifica pubblicata su facebook.
Il regista afferma "la mia intenzione con Dogville era totalmente diversa", continua, come si può "accettare un uomo che si vendica su tutto un paese"?.
Ammette, poi, che i suoi film hanno un intento pedagogico verso gli spettatori, quindi sapere che un suo film potrebbe essere stato fonte d'ispirazione per le azioni del killer norvegese di Oslo e Utoya, gli fanno dire che "sì, sono dispiaciuto di averlo fatto". Le sue idee e i suoi film sono esattamente all'opposto delle ideologie elargite da Brevik e anche delle azioni che ha compiuto. Se si fosse fatto qualcosa precedentemente verso i partiti di estrema destra, forse, non saremmo arrivati a tanto.