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Non è una questione di principio, è il piccolo Davide aggredito da Golia

Di Marina Serafini (---.---.---.228) 2 maggio 17:52
Marina Serafini

Credo che prima di giustificare o accusare chi offre armi come strumento per costruire la pace – la contraddizione non passa inosservata – dovremmo chiederci chi guadagna e quanto nell’alimentare una guerra che sembra protrarsi oltre ogni concepibilità nell’era odierna. Come sempre, come in passato – e come sarà in futuro, ahinoi, gli interessi di mercato prevalgono su quelli dell’umanità: l’uomo non è mail il fine ma il mero strumento di interessi altri, Altri nel senso più ampio possibile. L’economia ha dismesso da tempo il suo valore primario, quello che tradurremmo come la “regola della casa”, ossia la ratio che garantisce il vantaggio della situazione dell’uomo. Ormai si alimentano guerre per guadagnare sulla vendita di strumenti di morte, per guadagnare su quanto rimane e quanto è da rimettere in piedi, su cosa sottrarre ai reduci a spese irrisorie. La nefandezza del genere umano si mostra nei tempi e non cambia. Le guerre sono ovunque e accadono di continuo, anche se i media non hanno vantaggio a mostrarcele tutte. Di altre, piuttosto, è meglio tacere, affinché l’attenzione del pubblico si concentri su altro. Ma queste son cose note.

Io penso al mondo distrutto di ognuna di quelle persone: distruzione che avviene ogni giorno, mentre ci abituiamo a sentirle narrare in cantilena dai media. Siamo nel 2022, in una realtà sociale, culturale e tecnologica che non giustifica eventi del genere. Eppure accadono.

Un caro saluto. Marina Serafini


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