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Nella campagna tra fragole, sangue e migranti

Di paolo (---.---.---.49) 16 febbraio 17:57

Cara Doriana hai messo in fila i fatti con la solita maestria. Il caso vuole che circa mezzo secolo fa io in quelle terre ( ovvero in provincia di Caserta) ho svolto parte del mio servizio militare (allora obbligatorio per tutti gli sfigati non dotati di santi in paradiso come il sottoscritto). Quello che tu descrivi ( folklore compreso) si respirava nell’aria, anche se allora l’immigrazione non esisteva. Come da tradizione i sindaci locali si mostrano prima sorpresi e poi indignati. Sempre dopo e mai prima.

Poco più di paeselli ma nessuno vede nulla e nessuno sa nulla.

Invece la domanda finale rivolta a Salvini (retorica?) ha avuto da pochissimi giorni, ovvero dalla costituzione del governo Draghi, una risposta positiva. Matteo si è ravveduto ed ora si chiama Convertito Salvini. Dopo avere proclamato l’euro moneta leghista (simbolo da porre in via Bellerio ) ha annunciato il suo amore incondizionato per gli immigrati (meglio se di colore) e auspicato che tutti i porti siano sempre aperti ( compresi festivi) e che aumentino le navi ONG per la spola nel Meditteraneo.

Potenza del danaro, dané, svanziche, petunie, talleri, rubli ecc....

ciao


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