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Democrazia o Oligarchia?

Di Persio Flacco (---.---.---.38) 21 maggio 2020 13:06

Grazie del contributo. E’ vero: i partiti qualche vincolo lo hanno, tuttavia molti casi reali dimostrano, a mio avviso, che si tratta di vincoli assai labili che poco hanno effetto. Accenno solo ai 49 milioni scomparsi dalle casse della Lega: qualcosa evidentemente non ha funzionato nei controlli interni al partito. Ed è quello che accade più di frequente alle organizzazioni nelle quali manca o è carente il controllo democratico, sicchè certe cariche vengono affidate a fiduciari del Capo disposti a certe pratiche. ma si potrebbe anche citare il sistema opaco delle Fondazioni.
Attribuire personalità giuridica ai partiti darebbe il diritto anche al singolo "socio" che si ritiene danneggiato di fare ricorso alla magistratura, la quale ha autorità e strumenti per correggere le storture.
Invece il punto che mi interessa discutere è quello della presunta corresponsabilità dei cittadini nel sostenere partiti siffatti. L’obiezione avrebbe senso se esistessero partiti che si attengono ai limiti costituzionali e altri che non vi si attengono, ma così non è.
Tutti i partiti impongono ai "rappresentanti della Nazione" la loro disciplina; nessuno rinuncia a partecipare al sistema di potere che, grazie alla mancata applicazione dell’art.49, da loro modo di nominare ministri e cariche pubbliche.
Dunque i cittadini non hanno possibilità di scegliere qualcosa di diverso, se non riguardo all’onestà dei candidati o alle qualità personali.
In ogni caso, qualunque scelta facciano, non porrebbero rimedio alla macroscopica anomalia di questi "corpi intermedi" che si interpongono tra loro e i loro rappresentanti.
Nella generale architettura costituzionale i partiti devono rimanere fuori dalle Istituzioni. Il loro ruolo finisce davanti alla porta dei Palazzi del potere repubblicano, che devono essere attraversati solo dalle persone (art.67) che essi hanno contribuito ad avviare alla vita pubblica.
La realtà invece è assai diversa, ed è una trave nell’occhio che continuiamo a non vedere anche dopo 72 anni di Repubblica.
Gli effetti macroscopici di questo furto di democrazia dovrebbero essere evidenti quando osserviamo la condizione di un Paese trascinato in una organizzazione a-democratica come la UE, dimostratasi grazie alla crisi da covid-19 col suo vero volto di associazione competitiva di Stati. E osservando le conseguenze di aver fatto entrare l’Italia nella moneta unica a prescindere dal suo interesse e dalle caratteristiche della sua economia.
Chi ha davvero assunto quelle decisioni? I partiti. In nome di quali interessi? Ma il passato è passato. E il futuro in quali condizioni lo andiamo ad affrontare con questi presupposti?


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