• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

Terrorismo fiscale. Disastro annunciato

Di paolo (---.---.---.49) 21 febbraio 11:03

Pia illusione. In Italia abbondano gli evasori in toto, ovvero quelli ai quali delle aliquote non importa un tubo.

Poi quello che generalmente viene indicato come pressione fiscale complessiva al 65% ( imprese e professionisti) è un dato teorico perchè si applica non sul ricavo ma sul guadagno, ovvero sul saldo tra entrate ed uscite. Basta gonfiare ad arte le uscite, e qui le vie del Signore sono infinite, e il gioco è fatto. Non scordiamoci a questo proposito l’elusione fiscale e la frode fiscale che da noi vanno alla grande, incentivate da norme fiscali a dir poco compiacenti e controlli all’acqua di rosa. Oggi la percentuale di essere "beccato" è pari allo 0,1 per mille. Se poi a campione ti beccano, tra riduzioni e concordati se non addirittura condoni tombali, il gioco vale decisamente la candela. Altra cosa sarebbe se si finisse in galera nei casi limite, cosi’ come avviene nei paesi più civili. Ma dai all’untore !! Solo i M5S, questi bistrattati , denigrati e ridicolizzati dalla " disinformatio quotidiana" hanno questa " assurda pretesa" (?!).Brutti "giustizialisti " del cactus. Gli altri sono tutti "garantisti", destra e sinistra in amorevole abbraccio.

Comunque in linea di principio abbassare le aliquote sarebbe sacrosanto, ma dubito che questo contribuisca a ridurre l’evasione fiscale, che ormai è entrata nel DNA italico.

Altro errore è paragonare sistemi fiscali non coerenti tra loro, ovvero che non tengono conto di quanto paghi in funzione dei reali servizi resi, comprendendo nei medesimi pure i trattamenti pensionistici, che in Italia sono nettamente al di sotto di altri paesi. Capirà che una cosa è trattenere una imposta dello 0,5% (Germania) e altra cosa è il 28% (italia), a parità di lordo.

Avanti cosi’, ci aspetta un futuro radioso. Mi scuso per la lungaggine.

saluto


Lasciare un commento

Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina

Se non sei registrato puoi farlo qui


Sostieni la Fondazione AgoraVox