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Il premier al citofono. Matteo Salvini

Di paolo (---.---.---.49) 23 gennaio 23:40

Al netto della censura, voglio dare una risposta all’interlocutore che propone una sua analisi a largo spettro. E’ del tutto plausibile e naturale che, per quanto l’Emilia Romagna sia una regione vetrina, ci sia voglia di cambiamento perchè evidentemente non sono tutte rose e fiori. Quindi è non solo legittimo ma anzi auspicabile un cambio di guida perché 70 anni dello stesso colore politico creano un sistema di potere, una coacervo di interessi e una rete di rapporti interpersonali che poco o nulla hanno a che vedere con la democrazia dell’alternanza. Io vivo in un comune della Toscana amministrato per 70 anni dalla sinistra, sono di tradizione e cultura di sinistra ma ho votato il M5S. Se non ci fosse stato il M5S, mi sarei astenuto, come ho fatto per oltre due decenni, perché mai e poi mai avrei potuto dare il mio voto a Berlusconi o ai suoi compagni di ventura. E’ una questione di principio e di valori che vanno oltre una valutazione meramente di carattere amministrativo.

Ciò detto il punto è valutare chi sono i nuovi che aspirano a prendere il timone e quale credibilità e profilo hanno. E su questo che non sono daccordo. Se il leader che rappresenta l’alternativa è Matteo Salvini o la sua delegata Borgonzoni, il minimo sindacale è quello di schierarsi dalla parte opposta, a meno di non votare. Insomma meglio mantener la dritta via che inoltrarsi per una selva oscura .

Spero di essere stato chiaro.

saluto


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