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Immigrazione o umanità in fuga? Cosa si nasconde realmente dietro tale fenomeno? I bambini le uniche vittime

Di Marina Serafini (---.---.---.66) 15 luglio 07:43
Marina Serafini

La questione non sta nel non voler accogliere, ma nel farlo in maniera tale da tutelare anche chi l’accoglienza la fa. Interessante l’articolo linkato, ed espressivo della Vera problematica: ogni fare implica - e deve farlo - un pensare, un progettare, un valutare. Ossia: l’azione deve essere preceduta dalla valutazione di un obbiettivo chiaro. Ad oggi non si fa che spostare il dito su chi é egoista perché vuole mantenere per se’ le proprie risorse e sui poveracci indigenti che ne chiedono anche per se’. Mi sembra davvero troppo banale. Non si tiene conto dell’architettura della politica e degli obbiettivi veri messi in gioco. Il traffico di esseri umani - perché di questo si tratta - e l’invasione in massa dei territori, sono espressione di una modalità bellica diversa d quella cui siano abituati visivamente, quella con cannoni e fucili, per intenderci. Da sempre le migrazioni di massa sono state usate come strumento politico per indebolire un paese. Immaginate una migrazione di massa doppia o tripla rispetto a quanto accade normalmente. Avremo modo di gestirla? Che accadrebbe? Non é il problema dell’accoglienza, ma di come questa viene gestita. Gli esseri umani sono risorse, e come tali andrebbero gestiti, quindi é necessario riflettere sul come accoglierli, distribuirli, formarli e finalmente - fatti questi primissimi passi necessari- integrarli. Si perché non ditemi che l’integrazione corrisponde a quanto accade oggi: far convivere culture diverse in uno stesso posto fisico in modo forzoso, senza alcun intervento di mediazione che consente una reale interazione basata sul reciproco rispetto e orientata al dialogo. Oggi non esiste integrazione. Assistiamo solo alla convivenza, tutt’altro che pacifica nella maggior parte dei casi, di individui che si guardano con sospetto e che si criticano a vicenda. E per forza, dato che abbiamo a che fare con culture davvero molto diverse. "Aiutamoli a casa loro" é una espressione controversa: non la intendo come un "tornassero a casa loro" - nel senso in cui i piú facinorosi ignoranti vogliono intenderla, ma nel senso più strutturale di "organizziamo una politica che consenta un modo per loro differente di vivere e di muoversi. Gli accordi politici - dove c’è interesse, si fanno. Si fanno e sono stati fatti anche con i delinquenti della peggior specie. Tutto scritto, tutto documentato. Tutto stranoto. Ma il traffico di umani, ahinoi, fa girare un certo tipo di economia e di politica. E quindi si lascia che accada questo scempio cui assistiamo ogni giorno; si condisce con un bel po’ di demagogia, si dà una spintarella tramite i media affinché le persone si distraggono con dibattiti inutili e inascoltati, e si abbassa il livello della problematica su un terreno di non intervento. E questo perché, torno a ripetere, l’intervento non ha senso nel mondo dei poveracci-e-gli egoisti, tra buone ong e cattivi salviniani, tra nazionalisti e umanisti...Queste sono baggianate alimentate per gettare fumo negli occhi per non far vedere cosa accade in altri saloni, quelli della politica e degli accordi internazionali. Non é difficile da capire, é sotto gli occhi di tutti, accade in tanti settori, eppure ci fa talmente schifo che ci ostiniamo a volerci credere. E lì a discutere e a puntare il dito. Siamo sciocchi, siamo idealisti...E facciamo il loro gioco. Un brutto, bruttissimo gioco,mascherato con zuccherini e fiorellini. E intanto, non potendo fare di meglio, i buonisti li accolgono chiudendosi dentro ai lager..... Una gran bella soluzione!!!!


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