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Termovalorizzatori: la bufala (voluta)

Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 20 marzo 17:36
Enzo Salvà

Sara,

“è il disegno sottostante, sostenuto dagli ambientalisti……”. Personalmente non mi interesso di complotti ma perché ficcarci dentro gli ambientalisti non lo capisco; almeno aggiungere anche il modo di vivere attuale alle memorie storiche, peraltro imprecise e superficiali. Mi sembrerebbe il minimo:

Negli anni 50 il fabbisogno energetico era assolutamente diverso. Se Lei va sul sito più sotto, troverà un grafico e noterà che dagli anni 60, quelli del boom economico, la produzione di energia termoelettrica ha un picco enorme.

Faccio notare che l’energia idroelettrica è “una fonte rinnovabile” dunque ambientalista. Il problema eventualmente è nella tecnica costruttiva delle strutture: non si deve bloccare la vita del fiume, architettonicamente si può e si deve fare:

http://aspoitalia.blogspot.com/2007/08/il-grafico-qui-accanto-mostra-in.html

Non sono gli ambientalisti (che in questo Paese hanno sempre contato ….. nulla) ad avere bloccato la produzione idroelettrica ma la facilità e la convenienza di approvvigionamento e trasporto dalla centrale, dell’energia termoelettrica (carbone, petrolio, gas).

La invito a leggere questo articolo sull’idroelettrico:

https://rienergia.staffettaonline.com/articolo/32849/Quale+futuro+per+l’Idroelettrico+in+Italia/Marangoni

non ha nulla a che vedere con “gli ambientalisti” è un articolo economico, guardi chi sono gli sponsor se non crede a me.

Seveso non c’entra niente con il nucleare, tenga conto però, che l’abbandono del nucleare è stato deciso con DUE Referendum dal popolo italiano.

Gli ambientalisti (esclusi pochi) non chiedono affatto la “decrescita” ma maggiore efficacia/efficienza, minore pigrizia ed un pochino di sale in zucca. Gli standard della società dei consumi, comunque, sono folli: provi ad andare al supermercato, si soffermi davanti agli scaffali e conti, di un singolo prodotto, quanti tipi, marche, prezzi ci sono: le sembra normale che in un supermercato di paese ci siano 8/10 tipi di cetrioli sotto aceto? dov’è l’economia? dov’è una tale domanda? che al banco salumi ce ne siano almeno una ventina esclusi quelli confezionati che sono anche di più? È normale che noi abbiamo rifiuti alimentari per il 30% dei consumi?

Si rende conto che nel prezzo che paghiamo alla cassa è incluso il rischio scadenza prodotto, cioè l’invenduto che verrà quindi smaltito? Paghiamo subito (su base statistica): costo di produzione, trasporto, smaltimento, mancato guadagno ….. …ed energia! Tanta energia.

Il problema rifiuti non è inventato, ma soprattutto può essere risolto a livelli importanti, tecnicamente, tramite il riciclo, l’educazione dei consumatori, il riuso.

Gli inceneritori SONO inquinanti ma sono soprattutto antieconomici specialmente per l’Italia che non ha materie prime ma le potrebbe riciclare. (ho già commentato in questo articolo)

Lei scrive “inventando l’usa e getta”: usa e getta è fatto per i consumatoriperché la gente lavora e non ha tempo, oppure perché è pigra. Io non sono certo d’accordo su questa vita “fast”, ma è così che la maggior parte degli occidentali vivono. Vogliamo ragionare sul fatto che nessuno ci obbliga?

Sempre al supermercato: nel banco alimentari confezionati NON sottovuoto troverà prodotti confezionati in “atmosfera protettiva” (o modificata, attiva, passiva): ebbene lì è stato introdotto gas a fini conservativi. Naturalmente serve un imballaggio adatto che poi viene gettato (per produrlo serve energia). Plastica che può essere benissimo riciclata, guardi che la paghiamo. Se la buttiamo in discarica non serve a niente, se la bruciamo facciamo poco, se l’industria la riutilizza risparmia in materie prime ed energia e noi abbiamo più pulizia e meno inquinamento.

Montecatini/Montedison/Enichem: Acna (Soc. della Montedison) di Cengio (Savona) - Bussi sul Tirino Abruzzo – Brindisi - Farmoplast (Soc. della Montedison) – Massa – tutto il ciclo del cloro a Venezia/Porto Marghera, possiamo stare qui ore a fare ricerche su incidenti ed inquinamenti di questa industria e sue collegate, altro che vapore …… solo che ieri come oggi era difficile sapere.

Lei, come tanti altri, distribuisce colpe attribuendole a destra ed a manca senza mai pensare che sono fatti accaduti, del passato, e tali restano. Ricordare serve solo a non incorrere negli stessi errori o peggio, serve per cambiare, guardare avanti, studiare e applicare gli studi senza remore o pigrizia. Noi stiamo mandando a puttane questo pianeta ma, paradossalmente, abbiamo conoscenza, capacità e tecnologia per fermare il declino. Solo che anziché prenderci cura di noi stessi e dei luoghi nei quali viviamo, della nostra economia e del nostro benessere, ci fermiamo a darci colpe mentre l’economia, a Lei così cara, è ormai tutta basata su speculazione, sfruttamento e profitto su prodotti di scarsa qualità.

Un Dio chiamato denaro.

Un Saluto

Es.



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