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Termovalorizzatori: la bufala (voluta)

Di paolo (---.---.---.49) 23 novembre 2018 11:35

Che gli inceneritori siano in tutta Europa è un dato di fatto incontrovertibile, anche i motori a combustione sono diffusi in tutto il mondo ma questo non significa che non ci sia alcun impatto sull’ambiente e sulla salute.

Vede Laiso, al netto di alcune sue affermazioni che mi permetto (senza offesa ) denotano un certo limite nella preparazione scientifica e segnatamente di fisica, io non ho affatto sostenuto che gli inceneritori siano peggio dei rifiuti abbandonati per strada o delle discariche, tanto più se abusive. E’ evidente che il problema (enorme) dello smaltimento deve avere un approccio pragmatico, cosi come non mi sognerei di dire che tutti i mezzi a combustione circolanti nel mondo devono essere fermati, che significherebbe il blocco totale delle attività umane. Sarebbe demenziale, ma certo bisogna cominciare ad avere un approccio culturale diverso, tenendo presente che la combustione riduce i volumi ma il bilancio di massa rimane invariato e ciò che non si raccoglie viene disperso nell’ambiente, con tutti gli effetti che ne conseguono. Lasci poi perdere per cortesia le nanoparticelle, che non mi sembra siano pane per i suoi denti; in questa sede non posso dilungarmi né tanto meno approfondire e quindi perdonerà se non mi confronto sul tema. Purtroppo rilevo che anche lei, che certamente è dotato di ottima cultura, cade fatalmente nei luoghi comuni che involontariamente o più ancora in maniera del tutto mirata vengono spiatellati ad ogni pié sospinto. Le suggerisco di studiare i risultati delle indagini epidemiologiche (I.S.S., Arpa, Medici per l’ambiente ecc.. ) condotte sulle popolazioni che vivono in aree di inceneritori RSU o perfino di forni crematori ( variante ancora più pericolosa data la tipologia di processo). Il non detto è molto più e peggio di quanto si dice, Brescia compresa, e il perché è intuibile dal momento che nessuno ha interesse ad allarmare la popolazione. Nel mentre una città pulita, senza rifiuti per strada, porta consenso e quindi voti. Le aspettative di vita poi dipendono su quali parametri vengono stabilite.

Chiudo, scusandomi per la lungaggine, con il paragone con le caldaie a metano che purtroppo è ricorrente e che anche lei cita. Stechiometricamente la combustione del metano produce solo anidride carbonica e vapor d’acqua; ma siccome l’aria contiene anche altro, principalmente azoto, si generano per ossidazione anche altri composti. Tuttavia è ben altro e assolutamente non paragonabile quando si brucia massa organica o plastica (o altro) con contenuti in cloro, metalli pesanti ecc.. . Sono ambiti totalmente imparagonabili, cosi’ come sono imparagonabili le auto, fatto salvo per alcuni macroinquinanti tipici della combustione. Eppure c’è chi ci gioca sopra senza alcuno scrupolo e non certamente in buona fede. Mi fermo qui ma meriterebbe ben altro.

Lo scopo del mio articolo, che non vuole essere un trattato di chimica fisica, è solo quello di smontare la balla, funzionale a determinati interessi, sui " termovalorizzatori ". Chiamateli correttamente "inceneritori" a parziale recupero energetico. Anche nei crematori si recupera parte del calore di combustione per i servizi, ma il saldo energetico è comunque molto negativo e viene addebitato sotto forma di bolletta. Ma si entra in un’altra storia.

grazie per l’intervento e per il contributo.


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