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Genova, Ponte Morandi | Come vivere sotto una cupa minaccia? Sopra le case deve esserci il cielo, non un’autostrada

Di paolo (---.---.---.49) 15 agosto 08:54

Ciao Doriana.

Siccome avevo l’ufficio a Genova ai primi degli anni ottanta, per ragioni di lavoro ho attraversato quel ponte almeno un centinaio di volte. Ogni volta provavo la sensazione di volare. Il ponte letteralmente ballava sotto la macchina, si percepiva chiaramente un ritorno elastico della struttura, una sorta di ondulazione. Tieni presente che il traffico di allora era certamente inferiore. Ogni volta mi chiedevo se riuscivo ad attraversarlo indenne. 

Quando è successo ho detto che me lo aspettavo, o prima o poi era solo questione di tempo, anche perché non ho mai visto (sarà stata pura combinazione) uno straccio di interventi di manutenzione.


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