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Tariffe elettriche: cosa c’è realmente dietro i rincari

Di Truman Burbank (---.---.---.242) 11 gennaio 2018 09:56
Truman Burbank

Vale la pena di chiarire anche la truffa della liberalizzazione delle tariffe: contrariamente a quanto dichiarato nell’articolo e dal Sole24ore, gli utenti che passano al mercato libero pagano di solito una bolletta più cara. A titolo di esempio, casa di residenza, 3 kW di potenza, consumi di 1800 kWh all’anno, il mercato libero (ENI nel caso in questione) spacciando un presunto risparmio sul costo del kw, cercò di convincermi a cambiare. Quando ricevetti il contratto su carta, c’era scritto nero su bianco che sarei andato a pagare il 30% in più sulla bolletta. Chiaramente il contratto non andò avanti.

Vale la pena di avvertire tutti gli incauti che provassero a passare al mercato libero che il fornitore deve fornire una valutazione scritta dei costi della bolletta, dalla quale non è difficile vedere l’aumento. Chiaramente chi ha consumi molto alti potrebbe anche avere qualche vantaggio, del resto la liberalizzazione è pensata per aiutare lo spreco, come si può intuire anche dall’articolo qui sopra.

In generale la memoria del passato aiuta a capire il presente.

E’ forse il caso di ricordare che in passato abbiamo avuto (molti anni fa) la liberalizzazione dei carburanti e delle assicurazioni auto. Il risultato finale, contrariamente a quello che spacciavano tutti i media, fu un aumento dei costi per gli utenti e un aumento dei profitti per compagnie petrolifere e assicurazioni. A parte l’aggravio dei costi, si è anche creata una totale confusione dei costi, che rende molto difficile orientarsi in mezzo a prezzi instabili e molto variabili, un caos che aiuta solo i truffatori. Ricordo di recente il caso delle assicurazioni fantasma sul web.

Sulla composizione delle tariffe elettriche, che ho studiato in dettaglio, invito a non lasciarsi convincere dalle offerte fasulle che offrono un basso costo del kWh. Il costo della bolletta è stato studiato per essere incomprimibile, ricordo che con consumo zero si pagano comunque 50€ (per utenze non residenti). A questo punto il risparmio sui consumi solitamente viene più che superato da altri costi fissi che aggiunge il fornitore. Va detto che il presunto risparmio si porta dietro di solito l’obbligo di mantenere il contratto per un certo periodo, con penali in caso di disdetta anticipata. 


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