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Renzi, le fake news e gli italiani

Di Persio Flacco (---.---.---.102) 29 novembre 2017 12:27

I più grandi produttori di fake news sono i mass media, che ne pretendono l’esclusiva.
E per provare che questa non è essa stessa una fake new, una bufala, basta analizzare alcuni casi di scuola reali.

Il caso forse più facile da analizzare è stata la copertura mediatica data al golpe attuato in Ucraina del 2014.

Lo definisco "golpe", colpo di stato, perché tecnicamente e giuridicamente questa è l’unica definizione appropriata per quei fatti.
Basta andare a rileggersi o a rivedere articoli e servizi che apparvero sui media mondiali e raccontarono quegli avvenimenti, comprese le "prestigiose" testate anglosassoni, per averne la prova certa.
Si potrebbero citare anche altri casi, tra tutti le celeberrime campagne di opinione condotte dai mass media che giustificarono l’invasione di Afganistan e Iraq, ma il caso dell’Ucraina è ancora più chiaro e definito di quelli e, inoltre, ha il merito di avere una coda giornalistica assai recente, di pochi giorni fa.
Qualche giorno fa, infatti, il quotidiano "Il Giornale" e la trasmissione "Matrix" riportarono la testimonianza dei cecchini georgiani che durante i tumulti di Kiev per ordine del collaboratore militare dell’ex presidente georgiano Saakashvili, spararono equanimemente sia sui dimostranti sia sulle forze di sicurezza per dare l’avvio all’assalto armato ai palazzi del potere istituzionale ucraino.
Oggettivamente una notizia bomba, uno scoop che per le sue implicazioni avrebbe dovuto far saltare sulla sedia i direttori dei media e i leader politici europei, ma che invece non è "rimbalzata" affatto: è passata senza conseguenze apprezzabili.
In questo caso la fake new è il silenzio.
Per la verità la notizia non è affatto nuova giacché, nell’immediatezza dei fatti, prese a circolare in Rete la registrazione di una conversazione telefonica tra l’allora tra il ministro degli Esteri estone Urmas Paet e l’alto commissario per gli Affari Esteri della Ue Catherine Ashton https://tinyurl.com/n2qqkj8
Nella conversazione si trattava proprio questo argomento, che anche allora venne ignorato dal circo mediatico, ma non dalla Rete. Ed è solo grazie alla Rete che la censura dei mass media può essere aggirata e i loro "autorevoli racconti" falsi e tendenziosi possono essere smascherati.

Con questo non voglio affatto negare che in Rete si trovino anche le bufale più assurde, voglio invece affermare che la funzione informativa della Rete è di gran lunga prevalente rispetto al fastidio per le notizie false che vi circolano. Peraltro generalmente prodotte da soggetti che non hanno nemmeno lontanamente la credibilità dei mass media ufficiali.


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