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Grillo, la mammografia e gli italiani. Il primo passo falso della cattiva scienza

Di Ilaria Ampollini (---.---.---.37) 15 maggio 2015 10:43
Iaia Leone

Ripeto e confermo: lei sta facendo confusione. La Fondazione di Veronesi è un’istituto privato. Ciò vuol dire che non è una questione di risorse limitate, perché non si tratta di esami che gravano sulla sanità pubblica. In ogni caso, le mammografie coperte dal SSN, quelle gratuite per l’utente, coprono la fascia di età dai 45 ai 69 anni, per una frequenza di una ogni due anni. Il SSN copre anche, per esempio, i costi del pap-test, che è gratuito dai 25 anni (mi pare) in su. Se vuole possiamo confrontare anche la mortalità di tumore alle ovaie e all’utero e infarti e fare un discorso di re-indirizzamento delle risorse, la qual cosa mi sembra in realtà molto sterile. O possiamo ipotizzare che ci siano giri di interesse anche dietro ai pap-test. Forse lì sono i produttori di quei bastoncini che l’ostetrica infila in vagina a fare pressioni. 

La Fondazione Veronesi (e da qui deduco che lei sia un po’ impreparato sull’argomento) non si occupa solo di oncologia, ma anche di cardiologia, neuroscienze, pediatria e ginecologia, per cui dimenticare gli infarti non va certo a loro vantaggio. Se lei si fa un giro sul sito della Fondazione, vedrà che sono tantissimi gli articoli che affrontano il problema della prevenzione: a fianco dei programmi di screening, l’accento è posto su alimentazione e sport. Dunque vogliamo pensare che Veronesi sia sovvenzionato da fruttivendoli e palestre? 

Mi spiace che lei non si fidi del suo medico e non assuma il farmaco che le è stato prescritto. Le consiglio di cambiare medico. Il mio medico di base è totalmente trasparente su effetti indesiderati, trials clinici falsati (le suggerisco l’ottimo Effetti collaterali, di Ben Goldacre, che analizza in dettaglio il problema) e efficacia delle terapie. Essendo i dottori uomini, come i meccanici o gli insegnanti, è ovvio ce ne siano di più e di meno bravi, di onesti e di disonesti, di competenti e di impreparati. Evidentemente lei non è in buone mani. 

A me della proposta ’positiva’, della pars contruens del discorso di Grillo non interessa NULLA. Anche concentrandosi su quell’80% di cui sopra, tutto ciò che si nota, purtroppo, è che il leader 5 Stelle ha nuovamente buttato lì frasi fumose e insensate, come nel suo stile. 
Per quanto riguarda il 20%, infine, le faccio notare che non è un 20% innocuo, dal momento che sul blog del pifferaio (confermo la definizione) c’è (o c’era, perché molti post sono stati, guardi un po’, cancellati dopo un articolo di Wired) PIENO di articoli su malattie che non esistono, cancro provocato dai vaccini, trivalente e autismo, AIDS che non esiste... Capisce bene quindi che quel 20% è solo la punta di un iceberg, che speriamo si sciolga il prima possibile, trascinando con sé l’ignoranza di un movimento a-scientifico. 

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