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E-book: dopo la scossa Amazon, i grandi gruppi editoriali al contrattacco

Di Flaminia Mancinelli (---.---.---.41) 6 ottobre 2012 10:40
Flaminia P.Mancinelli

Gentili Carla e Sandro,

permettetemi di rispondervi in un unico post: 
il tema dell’editoria digitale ovvero degli e-book e degli e-reader è un work in progress.
Oggi stiamo assaggiando qualcosa che potrebbe essere rivoluzionario. Le regole sono ancora "liquide" e mutano non solo da una piattaforma all’altra, ma anche da una settimana all’altra.
Quando scrivo che si tratta di una rivoluzione in nuce, intendo che veicolare la conoscenza tramite un file di pochi byte avendo come unica condizione (ma neppure sempre) una connessione al Web è fantastico.
Ma tutto questo è idealismo e socialismo. Non è business.
Le aziende che si occupano naturalmente di accrescere i loro fatturati vedono nell’e-book un possibile profitto. Ma le aziende non sono tutte uguali. Con questo non voglio dire che Amazon è "buona", voglio dire che per guadagnare sa che il cliente deve essere soddisfatto (customer care), quindi è attenta alle richieste, alle sollecitazioni, alle esigenze e viavia modifica le proprie regole. Mentre vi sono altre piattaforme che pensano solo a lucrare.

In merito al "prestito", anche se è una strada di difficile percorrenza, in genere se un lettore ama una sua lettura poi desidera condividerla. Spesso il libri tradizionali venivano prestati e non tornavano indietro, è vero. Oggi gli e-book giacciono sulle memorie dei computer :).
Ma la possibilità c’è.

La questione del DRM, credo, vada risolta in modo globale. Ovvero, com’è accaduto con la musica, le aziende devono addivenire a un accordo e capire che il DRM alimenta esclusivamente la pirateria e difficoltà di gestione per gli utenti.
Ma come ho già scritto, è un tema in work progress.

A me più della "proprietà" di un oggetto, interessa la sua diffusione, la possibilità che tanti possano usarlo. Vorrei che fatto salvo il diritto di copy dell’autore (che ha lavorato per produrlo) la filiera produttiva di une-book fosse il più breve possibile. Il mio sogno? Autore-lettore...
In questo momento in USA (dove sono un tantino avanti rispetto a noi...) molti autori distribuiscono i loro libri direttamente dai propri siti o blog, e non sono pochi i casi di successo.
Amazon, tra le piattaforme, è quella che permette all’autore (se dà l’esclusiva) il 70% degli introiti. Anche nella editoria tradizionale l’editore pretendeva l’esclusiva solo che all’autore dava il 4/6% degli incassi, quando era onesto!

Non credo proprio che a breve Amazon possa fallire visto che il suo Business è spalmato in diversi settori, non solo sulla vendita online di prodotti, e comunque all’estero il suo online funziona molto bene.

Ciò che, invece, occorre "fare" è incrementare l’alfabetizzazione della gente. Ognuno per quanto gli compete, coni mezzi di cui dispone. Almeno, io faccio questo.
Mi fanno molto inquietare (leggete: incazzare) tutti quegli autori (i cosiddetti "Self-Publishing") che, avvicinatisi all’e-book, solo perché offrivano loro in modo più economico maggiori opportunità, si affannano solo a diffondere il loro personale e-book e nulla fanno perché cresca nelle persone la conoscenza di questo prezioso e rivoluzionario oggetto.
Siamo noi, carissimo Sandro, che dobbiamo impegnarci per illuminare la faccia oscura della luna, non aspettare che un Miracolo accada!
Con simpatia, per gli interessi comuni
Flaminia


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