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E-book: dopo la scossa Amazon, i grandi gruppi editoriali al contrattacco

Di (---.---.---.1) 6 ottobre 2012 06:35

Sinceramente io non capisco questa necessità di comprare un libro per prestarlo agli altri. Io non lo faccio neppure con i libri cartacei, perché tanto so che non tornano.

Il discorso è un altro. Il libro, anche cartaceo, in ogni caso non ci appartiene. Ci appartiene la carta di cui è fatto, ma non il contenuto, che appartiene all’autore e l’editore. Da questo punto di vista non cambia proprio nulla.
Nell’ebook la carta non c’è, ma guarda caso l’ebook costa meno (talvolta molto meno).
Se proprio si vuole avere un libro che si possa prestare, allora nessuno vieta di acquistare il cartaceo, ma visto che si prende un ebook, che - ripeto - costa meno (e su Amazon c’è sempre il prezzo più basso), allora si può anche accettare di non prestarlo.
Io non ci trovo niente di scandaloso.

E comunque molti libri su Amazon, come in altri siti, sono senza DRM, per cui assolutamente liberi di circolare.

Più che altro mi spiace che su Amazon.it non sia stata ancora implementata la funzione di regalare un ebook (che invece esiste sul sito americano). Ma si tratta di una questione tecnica che prima o poi verrà aggiunta al sito.

C’è però quella utilissima della restituzione. Quando si acquista un ebook, si hanno 7 giorni per restituirlo (diritto di recesso), durante i quali i "furbi" potrebbero tranquillamente leggerselo. Furbi a parte, è una cosa non da poco, che non mi pare esista in altre piattaforme in Italia (ma forse sbaglio?). Il suo scopo è quello di permettere all’acquirente di controllare se il libro è di suo gradimento e, nel caso non lo sia, restituirlo, facendosi rimborsare immediatamente la cifra. Di certo non si può fare una cosa del genere con un libro cartaceo. O, meglio, in teoria c’è il diritto di recesso, ma è decisamente meno immediato, anche se avete tenuto il libro in condizioni perfette.

Carla


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