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Ilva, Landini: no sciopero contro magistrati, sì a crescita

Di (---.---.---.62) 17 agosto 2012 13:29

Taranteide >

Quello di Taranto, nato nel 1960, è il più grande polo siderurgico europeo. Non è certo “unico” nel suo genere e non serve scomodare la Consulta per un presunto conflitto di poteri.

L’attuale controversa vicenda, fissati i parametri di sicurezza e di tutela ambientale da rispettare, in tutta la sua complessità ha una sola prospettiva di soluzione.
Realizzare un assetto produttivo “transitorio” che risulti sia compatibile con le prescrizioni di legge, sia funzionale ai necessari interventi di adeguamento strutturale.

Decidere di fermare la produzione, anche per poco tempo, sarebbe “insensato”.
Così come asserire che “qualsiasi” modalità d’uso di impianti/attrezzature darebbe luogo ad un ulteriore “pericoloso” inquinamento.
Conclusioni “sconcertanti” sotto il profilo tecnologico visto il gran numero di analoghi siti oggi regolarmente in esercizio.

C’è di più.
Da un lato si rischierebbe di “decretare” la progressiva chiusura dell’attività e, con essa, il rinvio “sine die” delle opere di risanamento ambientale.
Dall’altro, progettare la riconversione industriale dell’intera area sarebbe un’opera ciclopica dagli esiti pressoché “indefiniti”.

Molto pesante ed immediato sarebbe, viceversa, il costo socio-economico delle ricadute negative sulla città.
Nel paese del Barbiere ed il Lupo il bisogno di sicurezza è “motore” di scelte davvero singolari …


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