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Editoriale di Travaglio sul carcere: la mia indignazione ed il mio disgusto

Di paolo (---.---.---.59) 25 dicembre 2011 20:17

Caro Damiano , non ho letto l’editoriale di Travaglio e quindi non formulo giudizi . Non credo tuttavia che Travaglio ritenga che Pinelli sia caduto dalla finestra cosi’ come non credo che il suo successo sia legato alla mediocrità di chi lo ascolta , come tu affermi .Non siamo né in presenza di un santone né di un guru mediatico ma piuttosto di un giornalista molto ben informato su fatti e situazioni che vengono regolarmente occultate dalla stampa di regime e questo ,ovviamente , può far piacere a me e dispiacere a te , ma di Giornalismo sempre si tratta .

Venendo al tema del tuo articolo , mi sembra piuttosto banale sottolineare che in carcere non si stia bene ,anzi decisamente piuttosto male visto lo stato in cui versa il sistema carcerario italiano, tuttavia ,in linea di principio, dovrebbe essere scontato che chi sbaglia paga e sconta la pena tutta fino in fondo,cosi’ come avviene nei paesi più civili del nostro . Fin qui direi che sono perfettamente d’accordo con Travaglio .Semmai il problema italiano è l’esatto opposto , ossia che si esce dal carcere , anche dopo aver commesso delitti tremendi , con una facilità disarmante.

Fatta questa premessa è altrettanto evidente che fatti tragici come quelli di Stefano Cucchi o Niki Gatti devono bruciare sulla coscienza di tutti ma non autorizzano strumentalizzazioni di sorta .

Il vero problema italiano è quello della carcerazione preventiva , e qui sono d’accordo con quello che sostieni . Anche qui però non credo che Travaglio ne facesse un mantra (come tu ci suggerisci),il problema è che non è possibile eliminarlo (ci sono casi in cui è indispensabile per evitare la fuga o l’inquinamento delle prove) .Semmai ha bisogno di una regolamentazione che ne impedisca l’uso indiscriminato e sproprorzionato .Purtroppo anche la "giustizia" sconta le inefficienze generali del paese.

Infine , e concludo , lascia perdere le carceri argentine , grandissimo rispetto e solidarietà umana per Sole ma , e fino a prova contraria ,l’Italia non è , e spero che non lo sarà mai ,il paese dei " desaparecidos ". Non esageriamo.


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