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Quell’ipocrita commozione sulla tragedia rom

Di geronimo54 (---.---.---.192) 9 febbraio 2011 19:32
geronimo54

Forse sarebbe il caso che qualcuno meditasse sul fatto che nei campi di sterminio nazisti si è consumato l’olocausto non solo degli ebrei, ma anche degli zingari e degli omosessuali; tutti con un’unica colpa: essere ciò che erano.
E a chi difende certe tesi, basate sul pregiudizio, posso solo ricordare le parole di Primo Levi:
"A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che "ogni straniero è nemico". Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari o incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora al termine della catena sta il lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano".


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