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Considerazioni da genitore sulla condotta di Berlusconi

Di alessandro tantussi (---.---.---.57) 5 novembre 2010 09:54
alessandro tantussi

Non è che si possa scrivere in due righe, e non è detto che io sia nel giusto altrimenti non mi perderei a confrontarmi apertamente con tanto di nome e cognome. L’unico modo sarebbe quello di leggere i miei post nel loro insieme, ma mi rendo conto che è una barba...
Intanto ti annoio con qualche considerazione.
FACCIO UNA MEDIA FRA PRO E CONTRO, questo è il concetto, e spero che venga fuori, nel centro destra moderato, una figura presentabile come quelle di Einaudi, De Nicola, Martino, ma anche molto meno a destra come Ugo la Malfa o Spadolini e mille altri che purtroppo non vedo nel panorama attuale.
 Ma non posso affidarmi a persone ipocrite come Franceschini o Bindi, nè ad un Bersani, che stimo e ritengo abbia mostrato alcuni segni positivi, ma ritengo essere incapace di affermare il suo vero pensiero contro la dominante "populista" (come vedi ho cercato un quasi-sinonimo dell’anacronistico "comunista") tutt’oggi prigioniero di delle parti più conservatrici della politica di sinistra.
Anche Veltroni ci aveva provato, ma lo avete fatto fuori e ora vi affidate ai VENDOLA (dichiaratamente comunista) o ai MONTEZEMOLO (aristocratico) o ai FINI (e qui preferisco omettere l’aggettivo). PERMETTERAI CHE TI DICA CHE NON SI CAPISCE Più NIENTE e che la sinistra veleggi senza bussola.
Sono un liberale e credo profondamente nel fatto che l’intervento dello Stato, per quanto indispensabile nelle linee guida, debba essere limitato al massimo.
Credo che la politica di sinistra abbia fatto molto male soprattutto alle classi più deboli, che debbono essere le prime a ricevere le attenzioni delle politica, ma la anacronistica la difesa del posto fisso a tutti i costi, la strisciante avversione al concetto di libera impresa, il mancato riconoscimento del merito, la difesa di piccoli inutili privilegi degli operai, la scarsa attenzione all’efficienza poi finiscono per pagarla i dipendenti in termini di bassi salari.
Una politica immigratoria del tipo “porte aperte a tutti” che ha favorito l’offerta di lavoro a basso prezzo comportando, di fatto, il contenimento del salario medio degli operai italiani che hanno subito la concorrenza degli immigrati ed un aumento del tasso di disoccupazione degli operai italiani, tutto ciò per di più in una fase di crisi economica.
L a cronica tendenza a risolvere tutto con la spesa pubblica, pensando che si potesse distribuire all’infinito pensioni ed ammortizzatori sociali (che non sono più “ammortizzatori” ma vere e proprie forme di salario di stato in pianta stabile). 
L’incapacità di capire che la redistribuzione del reddito, concetto che fa parte dei compiti dello stato , ma che deve essere preceduta dalla PRODUZIONE di RICCHEZZA altrimenti si distribuisce solo la povertà.
Un sistema di tassazione a dir poco criminale e non parlo solo di aliquote ma del fatto che costituisce un oggettivo freno allo sviluppo ed un peso scaricato prevalentemente su lavoro ed impresa che sono le categorie che dovrebbero essere favorite (ti faccio solo 2 esempi: 1) l’IRAP che è una”TASSA sul LAVORO” introdotta dall’esimio prof Vincenzo Visco del quale sono stato studente presso l’università di Pisa quando insegnava scienza delle finanze, 2) impossibilità di detassare gli utili che vengono reinvestiti – e quindi nessuno si mette in tasca- creando ricchezza ed occupazione).
La difesa di una scuola che occupa 900.000 insegnanti + 100.000 abilitati per supplenze brevi + gli insegnanti di religione + insegnanti delle scuole private TOTALE OLTRE 1 MILIONE d con una media di 1 insegnante ogni 9-10 studenti (almeno il doppio che nel resto d’Europa dove la scuola funziona) e che, oltretutto, “non ce la fanno ad insegnare” e ricorrono abbondantemente alle ore straordinarie (poi, ovviamente essendo troppi sono pagati da fame).
Le innumerevoli aziende statali, para statali e comunali, le “municipalizzate” che sono riposifici e stipendifici per i trombati della politica, che gestiscono cose che nulla hanno a che vedere con la politica e che potrebbero essere gestite con molta maggiore efficienza dai privati (non mi interessa chi porta via la spazzatura, mi interessa che lo faccia bene, al minor costo e senza elargire stipendi a politici: le municipalizzate lo fanno?).

L’incapacità di ascoltare e convogliare verso il giusto cammino esigenze evidenti della popolazione quali la sicurezza, la giustizia, la libertà delle comunicazioni ecc ecc.
Non ultimo il discorso sull’uso della giustizia come strumento di lotta politica, negarlo sarebbe da ipocriti.
QUESTI SONO SOLO ALCUNI DEI MOTIVI A FAVOREI NON TI TEDIO OLTRE, CE NE SAREBBERO MOTI ALTRI CHE GIUSTIFICANO UNA SCELTA, MODERATA, DI CENTRO DESTRA.
OVVIAMENTE MOLTI SONO I CONTRO, MA QUELLI LI LASCIO A TE.
MI DOMANDERAI pensi che a tutto questo possa porre rimedio BERLUSCONI? No, ovvero qualcosa sì almeno in teoria sono d’accordo su molte cose, ma con molti se e molti ma sulla pratica. Penso, però che la sinistra faccia peggio, perfino sul piano della teoria, figuriamoci in pratica. In attesa del meglio bisogna prendere quello che passa il convento.

Ciao, alessandro


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