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L’Inps nasconde la verità sulle pensioni ai precari per evitare rivolte

Di Mazzetta (---.---.---.145) 9 ottobre 2010 19:23
Mazzetta

@ fioretti, quello che dice non è del tutto scorretto sul piano formale, ma:

art. 70 l. 633/41: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali”. Il comma tre della medesima norma stabilisce poi che “ Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta”.

come vede si parla anche di riproduzione

La questione del copyright in rete è ovviamente molto discussa e combattuta, ma parlando di testi e parlando di riproduzione senza fini di lucro non esiste di fatto alcun impedimento alla corretta citazione/riproduzione del testo a livello amatoriale, perché di quello stavamo discutendo, e non mi risulta una sola denuncia relativa a una situazione del genere, ma se ha informazioni di senso contrario ne prenderò atto

Quanto alla citazione della fonte, mi spiace, ho sempre citato abbondantemente fonti e riferimenti nei miei articoli, in questo caso ho ritenuto di non farlo per la discreta diffusione che la frase di Mastrapasqua aveva già registrato

e mi lasci aggiungere che da attivista nel campo della comunicazione ho sempre cercato di spingere gli utenti verso un uso consapevole della rete, promuovendo l’abitudine a incrociare le fonti per controllare le notizie anche tra chi legge 

non posso begare una una certa ostilità al copyright, ma non mi appartiene certo l’invito ingannevole a infrangere le leggi.
sono dell’opinione che le leggi sgradite vadano sì infrante, ma consapevolmente e accompagnando l’infrazione con la rivendicazione dei princìpi che si ritengono offesi dalla legge in questione, non certo di nascosto

p.s. questo pezzo è già una ripubblicazione dal mio blog, che ovviamente non è coperto da copyright blindato, per quanto riguarda il resto, i dati sulla diffusione delle licenze creative commons (oltre 8 milioni l’anno scorso) dicono che sono davvero pochi i siti a non riportare alcuna indicazione sulla riproduzione dei contenuti e -di solito- tale assenza testimonia il totale disinteresse per la questione.

Il che ci riporta alla mia affermazione precedente, per la quale chi sceglie una politica restrittiva in tema di diritti si premura di farlo notare. 
anche perché è molto più economico cercare d’impedire un comportamento scorretto che attivarsi per ottenerne una sanzione




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