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Omicidi, stupri e scariche elettriche: i migranti raccontano l’inferno dei lager libici

Di Er fregnacciaro (---.---.---.130) 18 settembre 16:08

Anche qui siamo in presenza di un tentativo di creazione di una nuova "vulgata", fattispecie tanto in auge negli ambienti di sinistra.

In aggiunta alla vulgata resistenziale di antica memoria, che ci ha perseguitato in questi ultimi 80 anni di vita repubblicana, ora stiamo cercando di legittimare questa nuova credenza, che è ovviamente ed in maniera esplicita strumentale a secondi fini. La stessa tende cioè a legittimare l’afflusso indiscriminato di chicchessia dalle coste della Libia in Italia favorendo conseguentemente i soggetti che hanno interessi diretti ed indiretti derivanti da questo stato di cose.

La vulgata, per sua definizione, più che insieme diffuso di testimonianze rappresentativo di un’ideologia, diventa il luogo comune, il racconto creduto e divulgato, anche nella sua componente ideologica; una versione maggioritaria, spesso superficiale e talvolta maliziosa, sempre scivolosa, che prende forma su un opinione, un punto di vista condiviso, solito e comune.

Sono tentativi che devono essere assolutamente contrastati in quanto privi di valenza oggettiva, derivanti da testimonianze non validate da riscontri fattuali e, come già detto, assolutamente strumentali agli interessi di una certa parte politica che professa un approccio ideologico al problema dell’immigrazione clandestina e molto probabili (se non certi) risvolti economici in tale campo.

Come tali devono essere trattati.


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