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vittorio

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Ultimi commenti

  • Di vittorio (---.---.---.240) 25 maggio 2013 12:31

    Ma quale "costo totale" , e per chi ?

    La BCE ha chiuso il bilancio 2012 con mezzo miliardo di utili poiché i soldi che presta per esempio alla grecia al tasso del 7% a lei costano solo lo 0.2/0.3% dato che le banche vipiazzano volentieri le loro liquidità "temporaneee" perché sono così al sicuro.

  • Di vittorio (---.---.---.137) 20 aprile 2013 16:38

    Stefano Rodotà "giurista di fama internazionale" ? ? ? Diciamo di fama un po’ più che provinciale; per credere provare a parlarne in qualsiasi università o ambiente estero.

    La fama invece, non solo calabrese ma quantomeno italiana, di U.C.A.F. (Ufficio Complicazioni Affari Facili) se l’è meritata tutta facendo innondare l’Italia di miliardi di moduli per il "Consenso trattamento dei dati personali" che non servono a null’altro che a far perdere tempo e soldi a cittadini, imprese ed enti e sono infatti firmati senza neppure esser letti (scommetto neppure da Lei !)

  • Di vittorio (---.---.---.225) 12 aprile 2013 16:29

    In realtà l’Europa è un po’ come molti genitori odierni : non hanno abbastanza autorità ed autorevolezza e non riescono ad imporre al figlio scapestrato (tipo le cicale Italia, Grecia, Spagna, ecc.) di smettere di drogarsi (ammalandosi e spendendo molto di più di quanto produce ) con il risultato che tutta la famiglia (comprese le formiche Germania, Olanda, ecc.) rischia di fallire (crollo dell’euro e conseguente catastrofe planetaria - l’euro rappresenta il 25% delle riserve monetarie dei paesi terzi) e non ha complessivamente abbastanza risorse per investire nel futuro.

    Anzi i politici nazionali che hanno favorito la vita da cicale, perché il contrario avrebbe fatto perdere voti, sono ben lieti di attribuire a Bruxelles (peraltro pure troppo sprecona) la colpa delle misure di austerità viceversa richieste dai nostri 30 anni vissuti da cicale. Con mossa "astuta-patriottica-populista-infantile" chiedono anzi alla Germania di farsi carico di parte dei nostri debiti quando i tedeschi, già nel 2004, hanno attuato quelle riforme di lavoro, fisco, stato sociale, ecc. che hanno consentito loro di tornare ad essere estremamente competitivi, crescere sanamente, ridurre la disoccupazione dal 10% al 7% (quella giovanile al 10% contro il 25% italiano) pur avendo assorbito la palla al piede della Germania dell’Est.

    Condivido dunque il fatto che ne usciremo solo facendo gli Stati Unitti d’Europa; purtroppo non lo vogliono i politici nazionali poiché il 90% di loro dovrebbe andare a casa ... e quindi accampano mille scuse e ci intortano come sanno fare sin troppo bene.

    Se avessimo anche noi un solo Presidente, un solo Parlamento, un solo Governo è ovvio che potrebbero attuare tutte le politiche utili (comprese quelle espansionistiche-vedi USA e Giappone) non dovendo dipendere dal voto a seconda delle circostanze oggi dei tedeschi, domani dei francesi, dopodomani degli italiani, ecc., ma potendo invece preoccuparsi dell’interesse e benessere complessivo degli europei.

  • Di vittorio (---.---.---.6) 28 marzo 2013 11:51

    E l’Italia "trabocca" di partigiani e di tifosi (l’importante è che vinca il partito o la squadra del cuore e non che la partita di calcio sia bella, pulita ed utile all’affermazione dello sport in questione).

    Io non tifo per nessuno ma ritengo importante individuare e sostenere percorsi che evitino di lasciare ai nostri figli un’Italia scassata ed un debito di dimensioni irrecuperabili.

    Monti è stato chiamato per evitare "al pelo" il default dell’Italia che avrebbe comportato fra l’altro la svalutazione dei titoli di stato (se svalutati come in Grecia del 70% ciò significa che gli italiani proprietari di buona parte degli stessi avrebbero perso qualcosa come 300 miliardi di euro = 600.000 miliardi delle vecchie lire !), l’uscita dall’UE e la marginalizzazione definitiva dell’Italietta. I politici di mestiere sono stati ben contenti di lasciare a lui il compito di attuare provvedimenti tanto necessari quanto impopolari e quindi "bruciatori" di consensi elettorali

    A proposito di "prestigio personale" forse lei non ha letto, o non gradisce considerare, quanto da me scritto il 27.3 :

    Bastava che non "salisse in politica" e sarebbe stato eletto Presidente della Repubblica all’unanimità. Ai più appare anche bizzarro, visto che ha silenziosamente rifiutato gli emolumenti da Ministro dell’Economia e da Presidente del Consiglio; e vuoi scommettere che avrebbe analogamente rifiutato l’appannaggio da Capo dello Stato sottolineando che già beneficia di laute pensioni derivanti da altrettanto copiosi contributi versati come Commissario Europeo alla Concorrenza, Rettore e Docente universitario.

    A me pare che chi non si preoccupa tanto del partito del cuore quanto del fatto che vengano infine attuate le riforme di base necesssarie per riportare l’Italia a governabilità, competitività, capacità innovativa, equilibrio accettabile fra ciò che produciamo e ciò che spendiamo, ecc. ecc. ..... dovrebbe augurarsi che, messe da parte per un po’ le sterili anzi dannosissime contese partitiche, nascesse un nuovo governo largamente sostenuto e capace quindi di attuare rapidamente e sul serio, e non solo a parole, le profonde riforme indefferibili (ma impopolari e quindi non attuate negli ultimi 30 anni né dalle coalizioni di centro-sinistra degli anni 80, nè da quelle di centro-destra e di sinistra dei decenni successivi).

    D’accordo sul "meno enunciati forbiti" ; per decidere ed agire utilmente è meglio essere lucidamente, razionalmente e correttamente informati che essere tifosi o partigiani di obiettivi "a latere" del bene dell’Italia .... e dell’Europa

  • Di vittorio (---.---.---.97) 24 marzo 2013 19:35

    Che i grandi managers siano pagati moltissimo è facilmente (o forse semplicisticamente)criticabile ma ciò non porta da nessuna parte, posto che le loro remunerazioni complessive derivano dalle leggi del mercato globalizzato; se il presidente di Volkswagen, P&G, Ford, Nestle, ecc. sono pagati X dai loro azionisti perché molto bravi a sviluppare l’azienda ed il relativo valore e profitto, io devo pagarli qualcosa più di X se voglio strapparli alla concorrenza. Marchionne ha dimostrato, dati complessivi alla mano, di essere uno dei migliori manager al mondo avendo salvato la Fiat (troppo sbilanciata sul solo mercato italiano) dal fallimento (tanto probabile che, grazie a Marchionne, la General Motors ha sborsato 2 miliardi di $ pur di non acquisire il restante 80% del capitale), con conseguente chiusura di tutti gli impianti propri e dei subfornitori . Ne ha poi fatto una multinazionale sana, acquisendo senza sborsare un soldo la Crysler in concordato fallimentare, che è ora in grado di competere e crescere sui mercati in sviluppo (Sud america, Asia, ecc,). Era forse preferibile accontentarsi di un amministratore meno ambito e meno pagato che sapesse accompagnare la Fiat a chiudere, ma non troppo in fretta grazie a sussidi necessariamente temporanei dello stato italiano ?

    Alcuni Paesi stanno provando a porre un calmiere alle remunerazioni dei top managers e questo è moralmente opportuno e giusto: perché si realizzi concretamente occorre però che venga attuato a livello internazionale, se no i managers migliori e più capaci di creare ricchezza e posti lavoro andranno tutti a far crescere quei Paesi nei quali guadagnano di più .... lasciando nelle peste i lavoratori delle aziende meno "generose" con i dirigenti.

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