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Saviano, Pisani e il gomorrismo

Di stella (---.---.---.207) 16 ottobre 2009 21:05

No, Francesco, scusa se proseguo, io non intendo demolire un’opera letteraria perchè non ho simpatia per lo scrittore, cosa, tra l’altro, non vera. Saviano non lo conosco, l’ho sentito poche volte e mi è veramente indifferente come persona.
Io critico il ruolo che lui stesso si è dato...tu dici non si puo’ dire ad uno scrittore che avrebbe dovuto inserire questo o quel contenuto, ma non è questo il punto!
Il punto è che lui, con le sue parole, e le persone, con le parole che hanno utilizzato, hanno evidenziato in lui quest’aspetto sociale....
Io dico che quel libro non contiene degli "scandali", nel senso che non vi sono in esso dei contenuti tanto scandalistici o dirompenti da far diventare lui un uomo in pericolo di vita.
Io contesto il personaggio pubblico ed il clamore e, ripeto, non per una antipatia indiscriminata, ma perchè ciò che diventa pubblico è automaticamente piu’ visibile e valutabile.
il ruolo di persona che vuole sensibilizzare le masse, il ruolo morale nel quale lui si è calata, in genere, io lo ritrovo in persone che hanno una diversa statuta e dei contenuti piu’ radicali.
ce ne sono tante di persone pubbliche che stimo, non sono una prevenuta o inacidita....
Lui parla della situazione campana, parla della questione legata ai rifiuti e gli si riconosce il merito di aver fatto sapere, ecco la mia critica si aggancia a questo punto...ritengo che manchino realmente quei contributi che gli si attribuiscono e ritengo anche che lui avrebbe potuto inserirli, così come ha inserito tante notizie e non vi sono dubbi sul fatto che lui era a conoscenza delle situazioni di cui parlo.
Io critico il clamore mediatico e, soprattutto, non mi sono mai spiegata il motivo per cui gli fu affidata la scorta...
Qui ci sono tanti combattenti che non ce l’hanno la scorta......
Inoltre mi sono agganciata a questo post ed ho espresso la mia perchè la testimonianza di Pisani avvalora questa mia convinzione, Pisani e la squadra mobile avevano il compito di verificare se ci fosse bisogno realmente della scorta, avevano il compito di indagare sulla veridicità o sull’esistenza delle minacce e lui valutò che non vi era pericolo....
Perchè allora non fu ascoltato?
Ecco, questa la mia opinione, quanto io penso sia vicino al vero, poi è probabile che mi sbagli, ma non credo che il fatto di avere opinioni diverse sia di per sè una condizione che possa portare alla mancanza di rispetto.
Chiaramente non mi rifersico alla tua risposta che, seppur accalorata, non è irrispettosa.
Rinnovo i saluti.


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