• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

Scuola e professori: un sottobosco di lavoro nero

Di Bruto (---.---.---.162) 19 giugno 2016 12:22
Bruto

Le cose sono un po’ più complesse. Sintetizzando, il problema non è tanto il lavoro nero esentasse, abitudine e costume italico assolutamente in linea con tutto ciò che avviene in ogni settore del paese, il problema vero è che la professione di insegnante non si materializza (o non dovrebbe) nelle ore di lavoro in classe in compresenza con gli alunni, ma "dovrebbe" avere la sua dimensione e attuazione a casa, nella fase fondamentale ed essenziale di rielaborazione dei segnali avuti in aula, dall’esame e verifica delle "risposte" della classe e individualmente da ogni alunno, e con ciò che dovrebbe essere pianificato (teoricamente, ma, soprattutto, praticamente): il lavoro del/dei giorni successivi. E’ chiaro che ciò richiede tempo e il tempo (escludendo un altro mondo e un’altra dimensione parallela ancora solo teorica...) o lo impieghi nelle attività di cui sopra o lo passi a fare lezioni private e altro. Come vanno le cose e i risultati relativi sono sotto gli occhi di tutti.


Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.