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La beatificazione di Wojtyla e la teocrazia di Ratzinger

Di Lucio (---.---.---.131) 3 maggio 2011 10:22

Mettetevi d’accordo: o siete ironici e non lo siete. L’ironia è una cosa seria!

Rispetto al contenuto dell’ultimo commento registro una piena convergenza di opinioni.

In effetti il clero è storicamente un ceto sociale parassitario (altro che i "fannulloni comunisti" presenti nella scuola pubblica italiana: questi sono dei dilettanti allo sbaraglio al confronto), tranne rarissime eccezioni di preti davvero seri e credibili, che praticano la missione sacerdotale seguendo i dettami del Vangelo alla lettera, ossia impegnandosi in modo attivo, coerente e rivoluzionario, e seguendo fedelmente le orme di Cristo, che era un rivoluzionario del suo tempo, perciò venne condannato alla crocifissione, che era la pena capitale inflitta ai "sovversivi politici" e ai nemici dell’impero di Roma. 
I casi che mi vengono in mente sono molto pochi: penso subito a don Lorenzo Milani, giusto per restare in Italia nel campo della pedagogia e dell’educazione popolare, mentre per quanto concerne l’estero mi vengono in mente gli esponenti più rigorosi e radicali della "teologia della Liberazione": su tutti cito l’arcivescovo di San Salvador Oscar Romero, che si espose con coraggio nel denunciare le violenze commesse dalla dittatura fascista e non a caso venne assassinato nel 1980, mentre celebrava la Messa, da un sicario degli "squadroni della morte" al servizio e al soldo del regime militare salvadoregno.
Ebbene, simili figure difficilmente fanno carriera nel mondo ecclesiastico e non diventano mai papa; inoltre sono emarginate, se non addirittura punite e perseguitate dalle gerarchie vaticane. Se poi, per errore o per un caso strano, qualcuno dovesse diventare papa, si potrebbe sempre eliminarlo alla prima occasione, magari avvelenandolo come si usa nella più "nobile" e più antica tradizione molto seguita e praticata negli ambienti della curia pontificia e della nobiltà romana (avete mai sentito parlare della famiglia patrizia dei Borgia? I nomi di Lucrezia Borgia o Cesare Borgia non vi dicono nulla?).
Penso al caso di papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, morto dopo appena pochi giorni di pontificato, ufficialmente a causa di un "infarto miocardico". Lascio perdere le ipotesi complottiste e dietrologiche, per concentrarmi sulle "cattive" intenzioni del pontefice, il quale aveva in mente alcune riforme epocali e rivoluzionarie per il Vaticano e per la sua epoca. Anzitutto, programmò di aprire ufficialmente la chiesa cattolica all’uso dei contraccettivi, quindi si riservò di fare pulizia morale negli ambienti più squallidi della finanza vaticana, a cominciare dallo IOR del cardinale Paul Marcinkus, uno dei personaggi che papa Luciani intendeva rimuovere dal suo incarico proprio perché compromesso in affari loschi. Infatti Marcinkus fu coinvolto in alcuni scandali politici e finanziari dell’epoca e fu condannato per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni falsi e persino istigazione all’omicidio nel caso Ambrosiano Veneto. Credo che tali motivazioni fossero più che sufficienti per decidere di eliminare un pontefice troppo scomodo e troppo innovatore agli occhi del clero più retrivo, conservatore ed oscurantista, agli occhi di certi ambienti politici e finanziari, in particolare agli occhi di alcuni poteri occulti quali la mafia e la massoneria.

Lucio Garofalo


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