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"Habemus papam": la filosofia di un film

Di (---.---.---.88) 21 aprile 2011 18:10

E’ proprio vero. Il film è ricco di immaginazione e di leggerezza. E soprattutto è un’opera di alto valore artistico nel momento in cui offre agli spettatori dallo sguardo attento ("perspicuo" direbbe Wittgenstein) l’altro del dato, la possibilità di scorgere ciò che si nasconde dietro la banalità dei fatti, sui quali si rimane spesso schiacciati, e di trasformare l’ovvio in problema. Consente così il mostrarsi di quelle possibilità non date, morte o non nate, che pullulano sotto la coltre dell’apparente sensatezza dei dati e dei ruoli sociali, nei quali si rimane quasi sempre ingabbiati, con sofferenza e forme varie di nevrosi. Consiglio la visione di questo film a quanti non hanno la forza o il coraggio di apparire per quelli che sono e di dichiarare le loro debolezze in un mondo che insegna la menzogna e la simulazione per poter acquistare consenso e potere.


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