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Premio Oscar per i bilanci delle ONLUS

Di crespi enrico (---.---.---.249) 13 dicembre 2010 19:44
crespi enrico

Penso che giustamente il parallelo fra società profit e no-profit sia esatto Entrambe devono raggiungere un obiettivo far fruttare al meglio il denaro che azionisti o donatori gli affidano. Nelle società profit è semplice, ci sono gli utili; in quelle no profit ci dovrebbe essere l’efficacia degli interventi, difficile da valutare se non attraverso una valutazione sul posto dei progetti implementati.
Per adesso questa valutazione è affidata al Bilancio Sociale, scritto però dagli stessi che dovrebbero essere valutati. Non resta, allora, per un donatore vedere i numeri cioè, in sintesi, quanto arriva ai beneficiari. Questo non si vede nè nel Bilancio con i numeri nè con quello con le parole (sociale). Allora bisognerebbe andare dentro le cifre (ad averne voglia) e questo non lo fà nessuno. Nel blog abbiamo analizzato qualche bilancio (compreso quello dell’ONLUS CCS Italia che per 3 anni è in deficit) e, dai numeri, emerge che più o meno il 75% dei fondi finisce in spese di struttura, pubblicità, comunicazione. Poichè queste sono spese fisse (stipendi, comunicazione ed affitti) è difficile ridurle quando calano le donazioni e, perciò si finisce in perdita. Una perdita non dovuta a maggiori progetti ma a spese costanti per mantenere la baracca. Purtroppo questo avviene in moltissime organizzazioni dell’industria dell’assistenza (cose scritte, documentate e studiate in mezzo mondo).
A mio avviso il Bilancio Sociale, così come è fatto oggi e in assenza di leggi (ricordiamo che il bilancio delle ONLUS è una specie di sintesi del bilancio societario e non risponde alle peculiarietà delle spese), è un ulteriore forma di marketing (del resto lo è anche per le aziende private). Non per niente i primi e più grandi produttori di Bilanci Sociali, Reports sulle attività e carte varie sono le organizzazioni nel sistema delle Nazioni Unite. Anche qui centinaia di studi dimostrano l’inefficienza dei soldi investiti a favore dei benificari, delle alte spese di struttura, e via discorrendo. Per rimanere sulla cronaca, l’ultimo Rapporto (Bilancio Sociale) della Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce che circa il 40% dei fondi da loro gestiti è sprecato "Of the approximately $5.3 trillion the world spends on health care every year, about $300 billion disappears in mistakes or corruption, "according to European Health care Fraud and Corruption Network, quoted in the report. Up to a quarter of the money governments are supposedly using to buy drugs are somehow lost along the way, costing developed countries up to $23 billion a year". Riporto dal sito dell’economista William Easterly
L’OMS cosa fà, chiede più soldi.


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