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Non è che stiamo aspettando un po’ troppo ’sto Godot?

Di paolo (---.---.---.126) 4 dicembre 2010 01:14

Ciao Lo Verme 


La dietrologia è una tecnica che sfrutta connessioni logiche per confondere, spesso e volentieri , i contenuti.
E’ indubbio che agli occhi degli americani Berlusconi sia , nello scenario politico internazionale , una scheggia impazzita , un battitore libero a cavallo tra interessi personali e la ricerca di un ruolo di leadership nel dialogo con la Russia di Putin e la sponda africana di Gheddafi . In ballo ci sono interessi strategici come il gas russo ed il petrolio libico . D’altra parte lo stesso Berlusconi aveva già operato strappi con la diplomazia UE , quando si era accreditato come interlocutore privilegiato ( a parole) dell’amico Bush . 
Poi come diceva Andreotti " a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca " , e tutto quindi ci può stare, anche l’ipotesi che tu sostieni..
Tuttavia io ritengo che lo strappo di Fini con Berlusconi , personalismi a parte , sia conseguenza di una insofferenza profonda per il protagonismo borderline di un leader estemporaneo che avrebbe dovuto interpretare , oltre alle scelte economiche ,anche i valori culturali della destra storica italiana . Una triste parodia , in chiave godereccia, di quell’altro bassotto che trascinò l’Italia nella tragedia del fascismo .
Godot , per questo paese , è il ritorno di una destra normale ed è il ritorno ad un paese normale , dove le forze politiche in campo si confrontino con gli schemi di una democrazia e non con gli appelli alle guerre sante , le festine a base di bunga bunga ,le telefonate da ras di quarto mondo e via cosi’ .
Quindi tutti aspettiamo Godot , poi che si concretizzi con un trio del tipo Fini , Casini e Rutelli certo che può intristire sia chi è di destra che chi è di sinistra . Ma questa è la minestra che passa il convento e........ 

paolo

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