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Nucleare: il lodo Tremonti

Di paolo (---.---.---.126) 26 novembre 2010 23:06

Caro Calabro’


Dopo il disastro di Cernobyl , l’Italia decise l’uscita dal nucleare affidando la decisione ad un referendum popolare .Referendum , ovviamente,dall’esito scontato . 
Ti chiedo quale grado di consapevolezza avessero i cittadini nell’esprimersi su una materia non proprio alla portata di tutti e se è normale che un tema cosi’ delicato e fondamentale come quello della produzione di energia elettrica fosse affidato al fornaio piuttosto che al parrucchiere o all’impiegato di banca .
Oggi attraversi in auto comuni "denuclearizzati " , termine ovviamente privo di senso dal momento che un qualsiasi incidente nelle centinaia di centrali nucleari che circondano il nostro paese ci coinvolgerebbe esattamente come se avvenisse in questi siti " preclusi ".
Il rovescio della medaglia e’ quello che il nostro paese e’ alla mercè del barile di petrolio e che , se vogliamo mantenere la nostra industria attiva , siamo costretti ad importare dalla Francia quella energia che ci serve . Il bel risultato è un costo energetico superiore del 30% a quello dei paesi industrializzati nostri concorrenti , perdita di competitività delle nostre aziende che si traduce infine in perdita dell’occupazione . Oltre al danno in termini di tecnologie avanzate in cui eravamo leader a livello mondiale .
E con quale risultato sul piano della sicurezza ? . Nessuno .
Quella classe politica miope ed ottusa è ancora tutta al suo posto e , mentre si discute della Carfagna e di Ruby , nessuno si preoccupa di spiegare ai cittadini di questo sfortunato paese uno straccio di strategia energetica per gli anni che verranno . Nel vuoto pneumatico di una programmazione degna di questo nome , si enfatizza il sogno dell’energia "pulita" che deriva dalle fonti rinnovabili, facendo poco o nulla anche per queste . 

paolo
 




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