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Chi ha paura del rom cattivo?

Di gianluca (---.---.---.130) 20 settembre 2010 00:48
gianluca

@Enrico

Sono rimasto moto colpito dall’articolo ( che in parte condivido) ma anche dai suoi commenti ben argomentati e lucidi, e queste ultime sono caratteristiche che spessono latitano tra chi sostiene le sue tesi.

Mi permetto di interferire nella discussione per fare alcuni appunti ad uno degli ultimi suoi interventi (sintesi degli altri), di cui riporterò alcuni passi.

 "- Mi impoverisce un nazione in cui è legalizzata l’immigrazione clandestina e in cui non posso più uscire con il portafogli in mano. Dove non ho la libertà di parcheggiare la mia macchina. Dove un immigrato africano si può permettere di chiamare Troia bianca la mia ragazza o qualunque altra donna che passa per i parcheggi di un supermercato. Dove lo zingaro o il tossico italiano che sta al semaforo mi vuole lavare il vetro della macchina per 1 euro pena danni alla macchina. "

mi perdoni ma questa mi pare una voluta iperbole. io vivo da quindici anni a Ladispoli, una località ne pressi di roma con un tasso UFFICIALE di residenti immigrati che supera il trenta percento del totale. e nonostante alcuni problemi congeniti ad un territorio di provincia ad alta concentrazione immigrata, non si vivono questi disagi. almeno in tale proporzione. quindi le ipotesi sono tre: o vivo io in un’oasi anomala di felicità e riuscita integrazione, ed allora la ricetta dovrebbe essere esportata ; o l’anomalia è rappresentata dal contesto da cui la sua narrazione e tratta, ma allora il problema sarebbe locale e non generalizzabile; oppure - come io credo- la sua è un’esagerazione funzionale al suo argomentare.

 “ Mi impoverisce la consapevolezza del fatto che non solo devo accettare tutta questa gente ma parte dei miei guadagni, del mio sudore, della mia fatica, deve andare a mantenere questa gente che, senza né arte né parte ha il triplo delle garanzie che vengono garantite a me.”

mi fa degli esempi di queste plurime garanzie di cui godono gli immigrati? perchè lei, ora, si sta riferendo agli immigrati in genere, non alla sola comunità rom. perchè io, nella storia dell’imigrazione in italia degli ultimi anni vedo solo una grossa percentuale di sfruttamento da parte degli imprenditori e delle famiglie italiane, ed una minore di furbizia e delinquenza immigrata.
per ulteriori informazioni http://www.affaritaliani.it/sociale...

“Passo metà dell’anno all’estero e metà in Italia. Mi creda se le dico che dovunque vada non vedo nessun posto in cui esiste una sinistra talmente incosciente da giustificare tutte queste cose nel più assoluto disprezzo dei diritti degli indigeni. “

per fortuna non siamo (italian, visto che non sono di sinistra) soli http://www.repubblica.it/2009/08/se...

“Si ricordi che la tolleranza è un valore. Ma come tutte le cose, un eccesso di tolleranza nei confronti di alcuni gruppi, lede i diritti di libertà degli altri. Come quando lei tutela i ROM (in modo diretto o indiretto utilizzando l’onnipresente relativismo tutto italico che dilata gli argomenti all’infinito senza mai giungere a una conclusione) senza pensare che i loro comportamenti oggi impediscono ai vicini dei loro campi di uscire di casa, di vivere una vita normale, di lasciare la loro macchina aperta nel giardino di casa ecc. “

tutelare i rom ed i loro diritti, in quanto cittadini europei possessori di diritti civili, culturali, politici ed economici garantiti dai trattati istitutivi della comunità ( ma anche dai trattati internazionali sui diritti dell’uomo) da noi stipulati e concedere a loro il diritto della presunzione di innocenza  in quanto individui e nonostante le “colpe di un popolo” (habeas corpus), è una battaglia che serve a tutelare anche lei e me , in qualsiasi contesto noi ci potremmo trovare a vivere. e per uno abituato a risiedere in paesi come la cina credo non sia qualcosa di difficile da intendere.


“Ecco cos’è che mi impoverisce. Tramutare atti criminali diffusi in casi sporadici e minimizzare i drammi altrui addirittura tutelando una categoria che da anni si contraddistingue per gli atti criminali.”

due considerazioni: nessuno nega che quella dei rom (ma l’autore dell’articolo non vorrebbe venissero, giustamente, così etichettati) sia una emergenza sociale reale e sentita. ma non nelle proprozoni che i media mainstream ci vogliono far credere. il numero dei rom in italia è di 130 mila, meno dello 0,3% (dati della dierspiegel)e concentrati solo in alcune località del nostro paese. ela cifra è simile in tutta europa (sono sotto il 3%).
il discorso però, ed è questo il fulcro del problema, è che si continua a guardare il dito anzichè la luna . lei crede davvero che cacciare via rom (dove, poi? in "romistan"?) ed irregolari in genere sia una soluzione? sarebbe come spazzare la polvere sotto il tappeto e fingere che non ci sia. se in italia un immigrato o un italiano è libero di delinquere è solo perchè il sistema istituzionale, legislativo e giuridico non funziona e perchè ancheil paese nel suo sostrato sociale è ormai marcio fino al midollo. chi vuole delinquere, viene nel nostro paese perchè trovaun far west legale; trova la porta già scassinata dall’interno.
perchè i paesi del nord non vivono , almeno nelle sue proporzioni lo stesso problema nonostante la piùalta percentuale di popolazione immigrata?

E poi:

 “…In buona sostanza, come accade nella maggior parte dei casi in cui una data "razza", "gruppo etnico" o "religioso" (Non aggiungo queste cose a caso) vengono perseguitati o disprezzati da una parte più o meno grande delle comunità, ci sono delle valide ragioni, che però per alcuni non sembrano essere sufficienti.”

 Davvero non posso pensare che lei, persona evidentemente dotata di buon senso, possa cedere all’illogicità ditale ragionamento. In base a tale affermazione dovremmo dare per buona la teoria che i rossi di capelli sono persone da cui diffidare od anche  che gli ebrei controllano il mondo e persino che i gatti neri portano sfortuna.

 distinti saluti Gianluca

ps alcuni link che le potrebbero stuzzicare la curiosità
http://www.stefaniaragusa.com/2010/...
http://www.bancaditalia.it/pubblica...
http://www.corriere.it/economia/09_...


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