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Chi ha paura del rom cattivo?

Di (---.---.---.154) 19 settembre 2010 13:34

Vorrei precisare alcune cose.

Prima di tutto, che, pur avendo, come tutti, le mie simpatie e antipatie politiche, non sono iscritto a nessun partito, non sono mai stato candidato a nessuna elezione, non ho mai chiesto i voti di nessuno, e questo articolo non mi è stato commissionato o ispirato da nessuno.
Poi vorrei capire quali sono i punti, nel testo, in cui dico che non vorrei punire chi (rom o altri) ruba, sfrutta i bambini, obbliga i membri della propria famiglia a vivere in condizioni sanitarie e umane inaccettabili. Visto che non credo di aver scritto questo, o mi sono espresso malissimo, oppure alcuni lettori hanno interpretato tutto questo (arbitrariamente) dietro cose che ho detto io, correndo il rischio di sbagliarsi.
La mia argomentazione concerneva due punti:

1) ci sono persone (nomadi e non) che rubano, sfruttano i bambini, vivono in campi disgustosi. Queste persone non mi piacciono e vorrei che fossero punite (la questione delle espulsioni, soprattutto della loro efficacia e fattibilità è solo un corollario di questo). Quello che contestavo è che questo insieme di persone non coincide necessariamente con i rom. Dato che rom è il nome di un popolo, suggerivo solo di usare un altro termine. Invece, mi sembra che in tutti i commenti si sia usato rom nel modo sbagliato, come sinonimo di "zingaro che ruba, sfrutta i bambini e vive nello sporco". Siccome però a me piace giudicare le persone per quello che FANNO e non per quello che SONO, vorrei semplicemente chiamare queste persone "ladri", "sfruttatori di bambini" e "zozzoni", termini che hanno il merito di essere, da una parte più espliciti e meno ipocriti, e dall’altra modulabili (ci può essere uno zozzone che non ruba e non sfrutta i bambini, un ladro che è pulitissimo, e così via). Io non sono uno specialista né dei rom né degli zingari, quindi non so niente di tutto ciò, ma non posso escludere che esistano dei rom (intesi come popolo) puliti e civili. Se è vero che esistono dei rom (mettiamo pure la maggioranza) per cui tutti i non rom sono tutti uguali e meritano solo di essere derubati, bé io voglio essere migliore di loro...
Che poi certe pratiche siano più diffuse in certe comunità è un discorso che ha a che vedere con i condizionamenti culturali e sociali, non con l’appartenenza a un popolo, altrimenti si cade nel pericolo di considerare che un rom appartiene ad una razza inferiore e non può nemmeno redimersi e diventare "civile", mentre abbiamo il dovere di lasciargli almeno questa possibilità. Fino a quarant’anni fa nella città dove abito gli italiani erano trattati - non sulla base di quello che facevano ma di quello che erano - da straccioni, parassiti e "mangiaspaghetti". Quando vedrò che puniamo i rom perché rubano, sfruttano i bambini e sono sporchi, e non perché sono rom, avremo fatto un grande passo avanti. Se poi, insieme, puniamo anche l’enorme numero di italiani (o francesi) che rubano, sfruttano i bambini e sono sporchi, ancora meglio...

2) il secondo punto che ho sviluppato era non di negare che esistono rom che rubano, sfruttano i bambini o vivono nello sporco, ma che questo costituisse, in Francia (ma anche in Italia, dove ho vissuto fino a 33 anni e che frequento ancora regolarmente) un’emergenza nazionale tale da giustificare l’energia con la quale il governo francese ha affrontato la questione, e le polemiche che ne sono seguite. E basavo questo scetticismo sulla mia esperienza personale, perché potrà anche essere vero che sono un privilegiato, ma non vivo certamente in un ghetto, giro molto, e frequento tutti i quartieri di tutte le città. Gli esempi che sono stati portati per convincermi del contrario sono o casi individuali (mentre io avevo scritto esplicitamente "non nego che ci possano essere persone che ne sono veramente colpite, tanto da percepirla come un’emergenza") o singole categorie, particolarmente interessate dal fenomeno (pompieri, carabinieri, operatori del 118), e non vedo in cosa questi esempi smentiscano quello che ho detto. E’ certamente vero che la paura dello ’zingaro’ ha anche un fondamento reale, ma, come molte cose nella nostra società, ha anche un alto valore simbolico, e per un politico è più redditizio cavalcare questa paura che prendersi la briga di affrontare i veri problemi. E’ vero che io quando vedo degli zingari sporchi che fanno l’elemosina sento un’istintiva repulsione (non sono un’anima bella ipocrita), ma non faccio neanche il politico, mentre il ruolo del politico dovrebbe (sottolineo: dovrebbe) essere quello di andare al di là dei bassi istinti del popolo, altrimenti, scusatemi tanto, ma per me come politico non vale niente. Quello che volevo capire è qual è la vera incidenza dell’emergenza rom sulla nostra vita (di tutti i cittadini), e questo nessuno è riuscito a spiegarmelo, ma dalle cifre nude non sembra poi così drammatica. E l’argomento secondo cui "se tutti li odiano un motivo ci sarà", avrà anche un fondo di verità, ma può essere rovesciato: se tutti li odiano, dal medioevo in poi, e siamo comunque andati sulla luna e abbiamo avuto il progresso che abbiamo, forse non sarà poi quel pericolo che si cerca di dipingere.
Quindi, niente destra e sinistra, almeno per quanto mi riguarda, ma semplicemente voglia di guardare le sfumature e non prendere la realtà così come viene.

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