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Barbara Berlusconi si laurea: don Verzè le offre la cattedra e umilia i laureati italiani

Di (---.---.---.68) 23 luglio 2010 12:06

Carissimi,

sono un ingegnere aerospaziale di 27 anni e lavoro (come precario) nel campo della ricerca da ormai 4 anni: prima un assegno di ricerca della durata di un anno, seguito da 3 anni di dottorato di ricerca in matematica.
Basandomi sulla modesta esperienza accumulata in questo lasso di tempo, vorrei proporre il mio punto di vista riguardo al famigerato "3+2".

Sono pienamente d’accordo con "CiccioFormaggio": completare la laurea triennale in ingegneria è estremamente difficoltoso, se non altro per le tempistiche - che io definirei disumane. Io stesso mi sono laureato con il 3+2 (era il primo anno della riforma), e mi sono ritrovato più volte a seguire 4 corsi in contemporanea, preparare e sostenere i relativi esami, il tutto in 3 mesi...

Tuttavia se è vero che la laurea triennale in ingengeria richiede (in media) una trentina di esami, è anche vero che per la laurea magistrale viene richiesto un numero doppio di esami (io, ad esempio, ne ho sostenuti 27 per la triennale, 52 in tutto!).
Per questo motivo, pur rispettando la scelta di chi ha preferito (o dovuto) fermarsi dopo 3 anni, ritengo che le due lauree non siano assolutamente equiparabili.

Va detto poi che i programmi degli esami della laurea triennale sono, a meno di casi particolari, notevolemente "impoveriti" rispetto agli analoghi del vecchio ordinamento.

Per chi non volesse credere, aggiungo che fra i miei obblighi nell’ambito del dottorato di ricerca è prevista la spesa di un certo numero di ore in attività didattica frontale (il classico insegnamento). Il corso di Analisi 1 per ingegneri 1° anno nuovo ordinamento, ad esempio, non supera come volume e profondità degli argomenti trattati il 30% dell’analogo per il vecchio ordinamento.

Questo (forse) potrebbe spiegare perchè durante l’esame di Analisi Numerica agli ing. del 4° anno (freschi freschi di laurea triennale), senta spesso affermazioni del tipo:

"Professore, forse sarà l’emozione ma non mi ricordo come si sommano due vettori... (N.d.A non sono professore, ma per qualche strano motivo gli studenti si ostinano ad apostrofarmi in questo modo...)"

oppure:

"L’integrale di exp(x) è x*exp(x)..."

Saluti


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