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Commento di Renzo Riva

su Chi ferma le rinnovabili in Italia?


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Renzo Riva 26 agosto 2009 22:32

L’ingegnere(?) Bertolazzi sa dire dopo aver installato una potenza di 1 GW in pannelli fotovoltaici quanta potenza di termoelettrico tradizionale a carbone o idrocarburi potremo chiudere?


Scrivono gli accademici di Galileo2001 ed io riprendo per rispondere ad un lettore d’un quotidiano locale.

I parametri
di Kyoto
costeranno molto

2008÷2010.....15,9 MLD Euri
2011÷2020......150,0 MLD Euri
2021÷2025.....106,5 MLD Euri

totale...............272,4 MLD Euri

Vorrei proporre una lettura diversa del tema trattato dal Signor Carlo Pellegrini ne “L’intervento” sulle pagine del Nordest e dal signor Daniele Papa nella rubrica “Lettere” da Udine. I parametri di Kyoto costeranno alle casse dello Stato 5,3 mld euro all’anno da qui al 2010, 15 mld euro l’anno per il decennio 2011÷2020 e 21,3 euro mld l’anno per il periodo dal 2020÷2025. Insistere poi con le cosiddette Fonti Energetiche Rinnovabili (Fer) è il massimo dell’incompetenza scientifica prima che d’incompetenza politica.
Quale responsabile territoriale in Friùli del Cirn (Comitato italiano rilancio nucleare) segnalo un passo della lettera inviata da personale accademico e scientifico e da me sottoscritto on-line nel sito di Galileo 2001.
“All’impossibilità pratica di rispettare gli impegni assunti fanno riscontro le pesanti sanzioni previste dal Protocollo per i Paesi inadempienti, che rischiano di costare all’Italia oltre 40 miliardi di euro per ciò che avverrà nel solo periodo 2008-2012.
Al fine di indirizzare correttamente le azioni volte al conseguimento degli obiettivi di riduzione, occorre tenere presente che i settori dei trasporti e della produzione elettrica contribuiscono, ciascuno, per circa 1/3 alle emissioni di gas serra (il restante terzo è dovuto all’uso d’energia non elettrica del settore civile/industriale). Giova allora valutare cosa significherebbe tentare di conseguire gli obiettivi del Protocollo in uno dei seguenti modi: sostituire il 50% del carburante per autotrazione con biocarburante; sostituire il 50% della produzione elettrica da fonti fossili con tecnologie prive di emissioni.
1. Biocarburanti. Per sostituire il 50% del carburante per autotrazione con bioetanolo, tenendo conto dell’energia netta del suo processo di produzione, sarebbe necessario coltivare a mais 500.000 kmq di territorio, di cui ovviamente non disponiamo. Anche coltivando a mais tutta la superficie agricola attualmente non utilizzata (meno di 10.000 kmq), l’uso dei biocarburanti ci consentirebbe di raggiungere meno del 2% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
2. Eolico. Sostituire con l’eolico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili significherebbe installare 80 GW di turbine eoliche, ovvero 80.000 turbine (una ogni 4 kmq del territorio nazionale). Appare evidente il carattere utopico di questa soluzione (che, ad ogni modo, richiederebbe un investimento non inferiore a 80 miliardi di euro). In Germania, il paese che più di tutti al mondo ha scommesso nell’eolico, i 18 GW eolici - oltre il 15% della potenza elettrica installata - producono meno del 5% del fabbisogno elettrico tedesco.
3. Fotovoltaico. Per sostituire con il fotovoltaico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili sarebbe necessario installare 120 GW fotovoltaici (con un impegno economico non inferiore a 700 miliardi di euro), a fronte di una potenza fotovoltaica attualmente installata nel mondo inferiore a 5 GW. Installando in Italia una potenza fotovoltaica pari a quella installata in tutto il mondo, non conseguiremmo neanche il 4% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
4. Nucleare. Per sostituire il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili basterebbe installare 10 reattori del tipo di quelli attualmente in costruzione in Francia o in Finlandia, con un investimento complessivo inferiore a 35 miliardi di euro. Avere 10 reattori nucleari ci metterebbe in linea con gli altri Paesi in Europa (la Svizzera ne ha 5, la Spagna 9, la Svezia 11, la Germania 17, la Gran Bretagna 27, la Francia 58) e consentirebbe all’Italia di produrre da fonte nucleare una quota del proprio fabbisogno elettrico pari alla media europea (circa 30%).
Come si vede, nessuna realistica combinazione tra le prime tre opzioni (attualmente eccessivamente incentivate dallo Stato) può raggiungere neanche il 5% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Agli impegni economici corrispondenti si dovrebbe poi sommare l’onere conseguente all’acquisto delle quote di emissioni o alle sanzioni per il restante 95% non soddisfatto.
Esprimiamo quindi viva preoccupazione per gli indirizzi che il Governo e il Parlamento stanno adottando in tema di politica energetica e ambientale, e chiediamo pertanto:
1. che si promuova la definizione di un piano energetico nazionale (Pen), anche con la partecipazione di esperti europei, che includa la fonte nucleare - che è sicura e rispettosa dell’ambiente e l’unica, come visto, in grado di affrontare responsabilmente gli obiettivi del Protocollo di Kyoto - e che dia alle fonti rinnovabili la dignità che esse meritano ma entro i limiti di ciò che possono realisticamente offrire;
2. che la comunità scientifica sia interpellata e coinvolta nella definizione del Pen e che si proceda alla costituzione di una task force qualificata per definire le azioni necessarie a rendere praticabile l’opzione nucleare;
3. che si interrompa la proliferazione di scoordinati piani energetici comunali, provinciali o regionali e che non siano disposte incentivazioni a favore dell’una o dell’altra tecnologia di produzione energetica al di fuori del quadro programmatico di un Pen trasparente e motivato sul piano scientifico e tecnico-economico.”
Renzo Riva
Buja - UD

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=374562&page=3#1

#32 renzoriva (7) - lettore
il 17.08.09 alle ore 18:21 scrive:
Pagheremo caro quest’anno - 800 milioni di Euri - la fregola del Pecoraro di farsi bello in Europa che invece di presentare il dato consigliatogli dal ministero dello sviluppo di 230 milioni di Ton. di CO2 quale limite massimo su cui calcolare poi le riduzioni negli anni successivi in Europa sparò invece 201 milioni e per questo meriterebbe di essere appeso a testa in giù. Leggete il libro di S. Fred Singer “La natura, non l’attivita’ dell’uomo, governa il clima” - Riassunto ad uso dei responsabili politici del Rapporto del Comitato Internazionale Non-governativo sui Cambiamenti Climatici. La conclusione potrebbe essere riassunta così: scambio della causa con l’effetto; ovvero l’aumento della CO2 non è causata dal falso problema GHS che provoca il GW bensì l’aumento della temperatura provoca l’aumento della CO2. Viene poi posta in risalto la “stretta correlazione” fra O18, C14 e altro che assolverebbe la CO2. Invece quelli della “spesa dirigistica” pur di spandere … Renzo Riva

 

Volete sapere perché?

Perché il Pecoraro, per fare la "ruota" (come il tacchino) in Europa invece di comunicare il dato delle emissioni totali di CO2 del ministero dello sviluppo di 230 milioni di tonnellate di CO2, che negli anni successivi avrebbe costituito la base di partenza per le future riduzioni, fece la "penzata" di dare invece il dato di 201 milioni di tonnellate di CO2.

Questo, secondo il "tapino" Pecoraro, doveva spronare le aziende al risparmio ed all’efficienza energetica: il "tapino" non aveva e non capiva un "klinz" della materia perché le aziende italiane, già da anni penalizzate rispetto ai competitori internazionali, avevano già fatto risparmi ed efficienza.

Tant’è vero che cito un caso per tutti: l’acciaieria ARVEDI, oggi leader mondiale nella produzione dei coils in lamiera, nell’anno 2006 riusciva a produrre la stessa quantità con un risparmio di energia elettrica del 75%.

Oggi per effetto dell’insensatezza pecoraria le famiglie pagheranno mediamento Euri 40 in più solla bolletta dell’Enel per effetto dell’obbligo all’acquisto di sertificati per le emissioni di CO2 che quest’anno ammonteranno a Euri 800 milioni.

PECORARIZZATI SCANIOTI! PAGATE!
ZITTI E MOSCA!
E non lamentatevi perché chi si lamenta oggi è stato ieri la causa del degrado del sistema elettrico nazionale votando i vari Pecorari & C.
Avanti, BEaTI d’Italia!

PAGATE!!!!

Ricordate il ritornello: Pagherete caro! pagherete tutto!

OGGI È IL MOMENTO DI PAGARE LE CAZZATE FATTE IN PASSATO.

Mandi,

Renzo Riva

renzoriva@libero.it

349.3464656


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