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Venezuela: finalmente Repubblica ammette le malversazioni dell’opposizione

Buona ultima anche Repubblica, chissà perché oggi dopo mesi di silenzio, dedica una pagina intera al disastro etico dell’opposizione in Venezuela, i furti, le malversazioni, le spese pazze, i numeri gonfiati, gli hotel di lusso lasciati da pagare a organizzazioni umanitarie e i giri di prostituzione.

 800.000 dollari rubati cash e altri 250.000, sempre cash con i quali girava un deputato e rubati dalle prostitute che lo avvelenarono e uccidendo il suo segretario (provarono a dare la colpa a Maduro anche di questo, ma due puttanieri che finiscono male in un bordello colombiano sono troppo la normalità per servire allo scopo e nessuno ci credette).

Così Cúcuta, la città colombiana eletta a sede di un Live Aid totalmente truccato, falsa preoccupazione per i diritti umani da parte dei più destrorsi artisti latinoamericani, falsi aiuti umanitari distrutti o rubati eccetera, era in realtà una Salò, Sodoma pasoliniana in sedicesimo. Cose segnalate da tempo dalla grande stampa internazionale e, nel mio piccolo, da chi scrive. Quella italiana preferiva ignorare; ma l’italofonia sta diventando una gabbia troppo stretta. Ad oggi, ammessa la Caporetto etica, manca ancora una rivalutazione politica complessiva sull’opposizione venezuelana e sull’aver eletto il carneade Guaidó a grande leader mondiale, pur non avendo quest’ultimo mai fatto in vita sua un discorso di senso compiuto o che durasse più di uno spot pubblicitario e sul perché, pervicacemente, un numero significativo di venezuelani restino chavisti nonostante le enormi difficoltà e i bocconi amari da ingoiare.

La questione, in #Venezuela e ovunque, non è sostenere #Maduro (se critichi l’opposizione sei automaticamente rappresentato come amico di Pol Pot), ma essere attenti alla complessità e alla Storia. L’opposizione venezuelana, prima, con e dopo Chávez, non è MAI stata democratica, ma ha sempre inteso la propria libertà come valore supremo. Un valore supremo che essa stessa (con poche sfumature) considera inconciliabile con i diritti sociali, civili e umani delle masse, per lo più afrodiscendenti. 

La verità è che la libertà dei “democratici” venezuelani si fondi quindi sulla subalternità dei più. Perciò faccio da anni notare che il conflitto a Caracas non sia tra capitalismo e socialismo, e nemmeno tra democrazia e dittatura, ma sia innanzitutto un conflitto di classe e razziale. I media monopolisti, e un certo tipo di sinistra europea da pensiero unico, da anni tergiversa scegliendo le classi medie bianche perché sono “i nostri” in grado di confermare le nostre abiure e negare che classe e razza (e nazione, visto da destra) restino il campo di battaglia in America Latina e non solo. Anche in Italia.
Così si spiega il sistematico occultare l’impresentabilità ventennale delle opposizioni venezuelane (che, come dice Leonardo Padura Fuentes, nella migliore delle ipotesi sono altrettanto pessime del governo) anche quando questo viene denunciato dal @nytimes o da @Forbes. Le cose che scrive @Repubblica oggi sulle sistematiche malversazioni dei leader “democratici” venezuelani, chi scrive le ha dette mesi fa, anche su grandi media, da @SkyTG24 a @rainews24 a @Radioanchio a @Radio3Mondo.

E allora, mi si perdoni il riferimento personale, chi scrive è da intervistare perché ne sa, ma sempre come un tipo strano, un eccentrico con la fissa della complessità quando rappresentare il “bene contro il male” (e il bene, direbbe Gaber, siamo noi) è sempre più semplice per il popolo bue. 
A un lettore italiano mediamente interessato all’America Latina avete raccontato per mesi e anni quanto buona, democratica, unita, immacolata fosse l’opposizione in #Venezuela e quanto impresentabile e ormai al crepuscolo fosse il “totalitarismo chavista”.

E invece l’opposizione non è mai stata né buona, né democratica. E non basta più stigmatizzare chi vi critica di “stare con Maduro”. È proprio che la versione che avete venduto ai vostri lettori per mesi non reggeva e non regge. Sta con Maduro il @NYTimes che documenta che gli aiuti a Cúcuta se li bruciarono da soli? Sta con Maduro Forbes che attesta che il blackout fu un successo della guerra di nuova generazione e non dimostrazione dell’incapacità chavista in un paese allo sfascio come avete scritto? Sta con Maduro Bolton, il terrorista di Stato sul curriculum del quale chiudete entrambi gli occhi, quando dice che le elezioni meglio di no, perché l’opposizione “unita” presenterebbe 40 candidati diversi (e vincerebbe Maduro)?

Fate il vostro lavoro, informate, possibilmente studiando prima e non rappresentare solo realtà virtuali precostituite e convenienti, ma che come tutte le bugie hanno le gambe corte. Per me è un dover e un onore poter dire di averlo sempre fatto ed essere un tipo strano.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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