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Venezuela: Mattarella non può sollecitare il Governo a riconoscere un presidente illegittimo

Vorrei ricordare al Presidente Mattarella che ben 17 paesi della UE (su 28 stati aderenti, quindi più della metà) che uniti all'OSA e al Consiglio di Sicurezza dell'ONU non riconoscono Guaido come Presidente ad interim del Venezuela.


Ma vorrei anche invitarlo a ricordarsi, in qualità di giurista autorevole che il principio di autodeterminazione dei popoli è sancito dall'ONU e che in quanto tale prevede di non interferire nelle questioni interne di un paese e questo a maggior ragione quando gli esiti regolari di tutte le elezioni nazionali venezuelane svoltesi in questi ultimi 20 anni sono state sempre riconosciute espressamente da entità autorevoli in materia quali la Fondazione Carter, l'OSA e organismi dell'ONU e di difesa dei diritti umani.

Quindi, lo stesso Maduro è stato eletto democraticamente ed è il Presidente legittimo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Se c'è un usurpatore quello è Guaido che si è autoproclamato Presidente ad interim senza averne alcun titolo e senza alcun passaggio democratico. Quindi, almeno su questo punto è giusto che il nostro governo non si accodi come una pecora agli interessi di Washington nell'area, in quanto tali interessi non intendono affatto preludere all'instaurazione di una democrazia, ma unicamente di un governo amico che sia in grado di garantirglieli in loco.

E dico questo pur non sposando in toto la posizione del governo italiano, il quale purtroppo non ha riconosciuto nemmeno la legittimità assoluta della Presidenza Maduro, dimostrando una superficialità che ormai lo contraddistingue ogni giorno di più in ogni settore che affronta.


Una volta tanto sarebbe ora che un Presidente della Repubblica Italiana si attenesse alle regole del Diritto Internazionale ed in particolare ai trattati sottoscritti dal nostro Paese pensando in questo caso in primis alle sorti del popolo venezuelano anziché agli interessi delle multinazionali occidentali nell'area.

Sarebbe una bella inversione di tendenza rispetto a quanto visto finora e che potrebbe sancire finalmente un cambio di rotta importante nelle relazioni Nord Sud da impostare finalmente secondo principi di reciproco rispetto e autentica considerazione delle necessità di entrambi.
Vorrei concludere questo intervento con una breve constatazione, ossia che soprattutto in questo drammatico momento storico, né il nostro paese né tanto meno il resto dell'Occidente possono arrogarsi il diritto di dare lezioni di democrazia a chicchessia.
Ciò che è accaduto oggi all'uscita del liceo di Pomigliano d'Arco è lì a dimostrarlo, come pure quanto accaduto di recente in Francia con i gilet gialli.

Yvan Rettore

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