Attenzione però: Vendola non deve disertare Porta a Porta per incapacità a reggere il confronto con Vespa. E neanche per adoperare la presunta parzialità del conduttore, come scusante per sfuggire al controllo della pubblica opinione. E' sempre sbagliato sottrarsi al pubblico confronto come fa Berlusconi, anche e soprattutto con chi è lontano dalle tue opinioni. Solo in Italia può apparire "normale" il rifiuto ripetuto di un politico ad un intervistatore.
Eppure così facendo Vendola può dare un segnale, tracciare un solco tra lui e il resto della politica.
Può dimostrare di non aver paura che saltando un'ospitata a Porta a Porta, si rischia di regalare voti e consensi agli avversari politici. Può (e deve) spezzare l'incantesimo che recita: "perdere il controllo sulla Rai, significa perdere il consenso degli elettori".
Il "salto" dev'essere: Vendola crede che Vespa sia eterodiretto da Berlusconi, perciò non si fa intervistare da un giornalista di parte perché crede che politica e giornalismo debbano stare ben lontani e separati.
E' quindi l'occasione giusta per affermare un principio: i partiti fuori dalla Rai. In fondo, lo diceva già Enrico Berlinguer 30 anni fa.
Per cui semmai ne avrà facoltà, è bene che Vendola si sottragga al gioco delle nomine dei direttori Rai, per esempio.
Liberare la Rai dai partiti significa perdere quel controllo sulla pubblica opinione, che finora tutti hanno ritenuto molto importante ai fini elettorali. Significa anche mostrare quel coraggio politico mancato a tutti, fino ad oggi.
Lo stesso coraggio che mancò a Walter Veltroni, il quale come ultimo atto prima delle dimissioni da Segretario PD nel febbraio 2009, nominò Giorgio Van Straten nel CDA Rai. Vi chiederete, per merito?
Certamente sì, se si considera un merito professionale, l'essere amico e vicino d'ombrellone del suddetto Walter Veltroni.
E se si considera questo requisito curriculare imprescindibile, per chi voglia assurgere alla carica di Consigliere d'Amministrazione Rai. Naturalmente, questi comportamenti e queste nomine non sono state un deterrente alle odierne dichiarazioni e interviste infuocate degli esponenti PD, contro il conflitto d'interesse televisivo di Berlusconi, l'occupazione militare del Centrodestra in Rai, la parzialità del TG1 e quella di Vespa.
Perciò è importante che Vendola non si fermi al rifiuto a Vespa, se vuole realmente rappresentare quella "diversità" che va tanto sbandierando.
Ciao nic, a mio avviso non si tratta di coraggio, bensi di conteggio.
Il buon niky è uno che sa comunicare e sa giocare con i media, quasi
come l’altra faccia della moneta (scilvio). Quello che li differenzia è
sostanzialmente il pubblico a cui si rivolgono e il buon niky sa
benissimo che il pubblico di Porta a Porta non è il suo. Una sua
partecipazione a quel programma non solo non porta voti (la massaia di
voghera non si fà influenzare dalle chiacchiere sebbene ben confezionate
come le sue) ma rischia di solidificare ulteriormente le convinzioni di
quelli che non la pensano come lui. L’annuncio della sua non
partecipazione, invece, parla al suo di pubblico (anche a quello
limitrofo), rafforzandone il consenso e acquisndo qualche voto in più.
Ricapitolando, la sua uscita è un semplice calcolo matematico-elettorale
e le nomine alla rai, così come quelle che oggi avvengono in Puglia e
in ogni altra regione Italiana, seguono e seguiranno sempre delle
logiche Partitiche. Per concludere, oltre ad essere niente di nuovo,
il suo atteggiamento/comportamento è anche un pò razzista:) se la
discriminante, che rende vespa e il suo programma ignobili, è la
parzialità, allora il buon niky dovrebbe saltare l’ospitata di molti
altri programmi Rai e non.
Ciao Gianni, ti sorprenderai ma sono d’accordo su buona parte del tuo
ragionamento..sbagli alla fine, secondo me, a mettere Vespa sullo stesso
piano di altri giornalisti. Per il resto credo che Vendola SBAGLI a non
andare da Vespa. Se invece non ci va perchè vede Vespa come un politico
e non come un semplice giornalista, quando ne avrà il potere dovrà far
uscire la politica dalla Rai (per essere coerente e separare politica e
giornalismo, tutto qua). Altrimenti sarà uno dei tanti parolai..ma
mettiamolo almeno alla prova prima di giudicare! Nicola Di Turi