• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Mondo > Usa, violenza e armi: nel 2016 38mila morti e 116mila feriti

Usa, violenza e armi: nel 2016 38mila morti e 116mila feriti

Il governo statunitense ha permesso alla violenza delle armi da fuoco di diventare una crisi dei diritti umani: è questa l’accusa contenuta nel rapporto “Sulla linea di fuoco: diritti umani e la crisi della violenza delle armi da fuoco negli Usa”, pubblicato da Amnesty International.

Il rapporto descrive come praticamente tutti gli aspetti della vita americana siano minacciati in qualche modo dall’incontrastato accesso alle armi da fuoco, in assenza di qualsiasi seria regolamentazione a livello nazionale.

La possibilità di vivere giorno per giorno in condizioni di sicurezza e dignità, liberi dalla paura, è un caposaldo dei diritti umani. Nessuno potrà considerare i suoi diritti umani al sicuro fino a quando i nostri leader continueranno a non fare nulla nei confronti della violenza delle armi da fuoco”, ha commentato Margaret Huang, direttrice generale di Amnesty International Usa.

Nel 2016, l’ultimo anno per il quale vi sono statistiche a disposizione, oltre 38.000 persone sono morte e 116.000 hanno riportato ferite non letali negli Usa a seguito dell’uso delle armi da fuoco.

È importante sottolineare che episodi pur gravissimi come le sparatorie di massa – peraltro facilmente prevenibili grazie a un bando sui fucili d’assalto e sulle armi da fuoco ad elevata capacità – causano neanche l’uno per cento delle vittime. Più comuni e assai meno pubblicizzati sono i casi individuali che dominano la vita quotidiana di milioni e milioni di americani.

Il rapporto di Amnesty International esamina in che modo la violenza delle armi colpisce le comunità di colore, dove la violenza delle armi è la causa principale della morte di adulti e ragazzi tra i 15 e i 34 anni, che hanno una probabilità di essere uccisi da un’arma da fuoco 20 volte superiore a quella delle loro controparti bianche. Tra i gruppi colpiti in modo sproporzionato vi sono le donne che subiscono violenza domestica e i bambini.

A differenza della maggior parte dei paesi in cui sono in vigore normative sulla licenza di possedere e usare armi da fuoco, negli Usa manca un registro federale e 30 stati della federazione consentono di possedere armi da fuoco senza necessità di una licenza o di un permesso.

Il rapporto illustra inoltre le conseguenze cui vanno incontro le migliaia di persone che sopravvivono alla violenza delle armi da fuoco. In media ogni giorno le armi da fuoco feriscono 317 persone. L’impatto emotivo, fisico ed economico del loro ferimento permea la loro vita per sempre. Si tratta di una crisi della sanità pubblica di dimensioni incredibili e il governo fa veramente poco per lenire gli effetti lasciati in modo permanente su molti sopravvissuti alla violenza delle armi da fuoco.

Il rapporto offre molte raccomandazioni specifiche a seconda delle varie problematiche, ma la richiesta principale è quella di adottare leggi a livello federale che eliminerebbero quell’insieme di norme inadeguate e arbitrarie a livello stataleche rendono le persone più o meno vulnerabili alla violenza delle armi da fuoco a seconda dello stato in cui vivono.

Oltre a monitorare l’attuazione delle raccomandazioni a livello federale e statale suggerite nel suo rapporto, Amnesty International lavorerà con una serie di partner locali a livello di singoli stati, a partire da iniziative in programma in Ohio, Illinois e Michigan.

In Illinois, i soci di Amnesty International solleciteranno il governatore a far passare la Legge per il contrasto al traffico illegale di armi, che contribuirebbe a interrompere il giro illegale di armi e vieterebbe l’apertura di negozi di vendita delle armi nei pressi delle scuole e degli ospedali.

In Ohio, gli attivisti s’impegneranno a fermare una proposta di legge che, se approvata, faciliterebbe i confronti violenti con le armi da fuoco.

In Michigan, ci s’impegnerà per l’approvazione di una legge che consentirebbe alle famiglie di prendere misure per impedire ai loro parenti di fare danno a sé stessi o a terzi.

Altre campagne chiederanno a sindaci e governatori di investire all’interno delle comunità finanziando in modo adeguato programmi basati sulla ricerca delle soluzioni, che hanno dimostrato di essere i più efficaci interventi per ridurre la violenza delle armi da fuoco nei centri urbani in tutti gli Usa.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.



    Pubblicità




    Pubblicità



    Palmares

    Pubblicità