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  Home page > Attualità > Media > Un anno in hashtag. Il 2011 raccontato da twitter
di Giovanni Mistero martedì 20 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Un anno in hashtag. Il 2011 raccontato da twitter

 

Che twitter sia uno dei topic dell'anno non ci voleva molto a scoprirlo. Il racconto in diretta e spesso prima delle agenzie di quello che succedeva nel mondo lo hanno raccontato giorno per giorno. Dalle storie più grandi come i tweet dalle piazze calde dell'Arabia in protesta o dall'Inghilterra in fiamme fino alle storie apparentemente meno grandi ma appassionanti come quella di Sohaib Athar (@ReallyVirtual) che ha involontariamente twittato in diretta la cattura di Bin Laden, o l'arresto dell'attivista in barhein @angryarabiya. A raccontare queste storie come ormai sappiamo tutti, sono gli hashtag, ovvero delle parole precedute dal simbolo # che rappresentano/descrivono ciò di cui si sta parlando (spesso sulla scelta degli hashtag si creano ulteriori discussioni come quello italiano su #itadefault vs #italiaresiste vs #italiareagisci).

Sono prorpio alcuni di questi hashtag che hanno raccontato i principali avvenimenti di questo 2011. Proprio da ciò è nato il sito Year in Hashtag ovvero "uno sguardo sul 2011 da un punto di vista particolare: la Rete e i suoi utilizzatori". E così dagli ideatori sono stati raccolti hashtag internazionali come #OccupyWallStreet #BinLaden #Egypt #Tahrir, i meno impegnati come #RoyalWedding sul matrimonio reale inglese, ma anche alcuni più nostrani come #aeiouy (sulla caduta di Berlusconi), #allertameteoLG (sul disastro in Liguria), #notav o #iohovotato (sul Referendum). Ovviamente a farla da padrona sono i primi e in particolare quelli delle proteste e in particolare della cosiddetta Primavera Araba:

Per Time persona dell’anno è “il manifestante”. A scorrere Year In Hashtag non si può non essere d’accordo: sono le piazze i luoghi in cui la Storia è passata e si è fermata a lungo nel 2011, sono coloro che hanno animato quelle piazze ad aver scritto pagine di storia, ad aver gettato le basi per le storie che verranno.

E il fatto che gli ideatori del sito abbiano decretato il "citizen journalist" come persona dell'anno, per chi scrive su AgoraVox non può che far piacere:

Però noi pensiamo che persona dell’anno sia anche “il citizen journalist”, che spesso non è altro che “il manifestante” armato di smartphone e account su un social network e in altri casi è qualcuno che non può fisicamente essere presente ma da casa sua, con computer e connessione a internet, partecipa agli eventi in modo semplice ma fondamentale: raccontando quello che succede, raccogliendo notizie, informazioni, richieste, fotografie, video e rilanciandoli, amplificandoli, contribuendo a costruire la narrazione dell’evento (...) per valorizzare l’impegno di migliaia di persone nel mondo che ogni giorno hanno costruito un pezzo della Storia di questo anno indimenticabile.

di Giovanni Mistero martedì 20 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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