Un’altra storia italiana. Appalti truccati, intercettazioni telefoniche, processi, erogazioni liberali.
Quelle storie a puntate, quasi fiction televisive, in cui si ripete un copione abituale, condito da colpi di scena.
Questa volta siamo a Napoli, ove prosegue l’iter giudiziario dell’imprenditore Alfredo Romeo, nato 55 anni fa in provincia di Caserta e incarcerato a Poggioreale il 17 dicembre 2008, rinviato a giudizio insieme ad altri 17 indagati, con accuse pesanti.
Mentre si attende che la magistratura si pronunci in merito alla colpevolezza degli imputati, innocenti fino all’emissione di una sentenza passata in giudicato, emergono “contributi”, legalmente ineccepibili, effettuati da alcune società riconducibili all’imprenditore campano.
Ce ne da conto l’ANSA, con un take delle 17.17 del 20 aprile 2009 (ieri).
AMMINISTRATORI CONSEGNANO ELENCO EROGAZIONI FATTE DA SOCIETA’ (ANSA) - NAPOLI, 20 APR - Contributi a comitati elettorali che fanno riferimento a esponenti del Pd, fondi per associazioni religiose dedite a iniziative nel campo sociale, finanziamenti per cene di partito e per fondazioni politiche. Le erogazioni, per alcune centinaia di migliaia di euro, tutte nel rispetto delle normative, che sono state fatte negli ultimi due anni da societa’ dell’imprenditore Alfredo Romeo - attualmente sotto processo nel procedimento sugli appalti a Napoli - sono elencate nella relazione inviata alla magistratura dagli amministratori giudiziari.
Le societa’ (Romeo Gestioni, Isvafim spa, Romeo Partecipazioni srl, Romeo Alberghi srl) sono infatti dal dicembre scorso sotto sequestro. La relazione, che riguarda il periodo 2007-2008, e’ stata trasmessa ai magistrati della procura di Napoli e al gup Enrico Campoli, davanti al quale si sta celebrando il processo a carico di Romeo.
Ecco alcune delle ’’erogazioni liberali’’ effettuate dalle societa’ che fanno capo all’imprenditore napoletano. Al comitato Zingaretti presidente (candidato del centrosinistra alla Provincia di Roma) la Isafim ha elargito 110mila euro, la Romeo Partecipazioni 60mila (piu’ 30mila a Liberinsieme, indicata dalla relazione come espressione del Partito Democratico), la Romeo Alberghi 60mila (piu’ 50mila al Comitato per Rutelli). Nel documento degli amministratori sono indicati anche 5000 euro per una cena al palazzo dei Congressi dell’Eur organizzata dal comitato provvisorio del Pd.
L’elenco comprende, tra l’altro, 25mila euro alla fondazione di iniziativa Mezzogiorno Europa onlus, circa 32mila alla Fondazione Sant’Egidio, 18mila alla Fondazione ’A voce de’ criature, promossa a Napoli dal parroco anticamorra don Luigi Merola. La Romeo Gestioni, tra il 2007 e 2008, ha versato inoltre, a livello di quote associative, 15mila euro al centro studi Nomisma.
Romeo e’ sotto processo davanti al gup Campoli con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta. Secondo l’accusa, contestata anche ad ex amministratori locali, avrebbe condizionato l’assegnazione degli appalti a favore delle sue societa’.(ANSA)
di sopracciglio(xxx.xxx.xxx.96)22 aprile 2009 15:04
Questa sì che è informazione. Non ci si stupisce più di niente, ma è bene sapere che questo signore ha dato soldi a destra e a manca (anzi, più a manca che a destra). Una domanda sorge spontanea: perché mai?
Visto che la sveglia dal collo ce la siamo levata da un pezzo, mi sembra evidente che dietro queste "erogazioni del tutto lecite" ci sono vere e proprie tangenti.
E se formalmente offre Romeo, i soldi li abbiamo cacciati noi. Infatti la tangente rappresenta per l’imprenditore un costo del quale tener conto nel determinarsi all’offerta del prezzo e quindi non può configurarsi come atto di liberalità, avendo come controprestazioni favoritismi e/o irregolarità che espongono l’amministrazione a costi superiori a quelli che avrebbe potuto ottenere in una libera contrattazione e costituiscono, pertanto, danno per l’erario (Corte Conti, sez. I, 9.12.2007 n. 531).
La magistratura fa il suo lavoro. Mettere assieme le accuse già iscritte con la notizia di erogazioni e/o contributi regolari, ineccepibili secondo legge, evidenzia solo il gusto per la forca.
Non per prendere le difese dell’indagato ma almeno non facciamo un calderone, includendo anche realtà associative e fondazioni serie come se avessero operato al di fuori della legge; anche se viene specificato che ci sono stati contributi legali, si rischia di veicolare un messaggio scorretto.
E’ una notizia, chiara, documentata e data in modo eticamente corretto.
Nè viene tratta alcuna conclusione, riservata a ciascun lettore, secondo le regole del giornalismo pulito.
Il mestiere di un cronista.
Grazie comunque per il suo commento.
Non è eticamente corretto, né giornalisticamente pulito e a regola, includere nella stessa incisa che precede il take, "erogazioni liberali" (lecite) ad appalti truccati (illeciti).
Fab, ma che dici?
Non è stato l’autore a mettere insieme appalti truccati ed erogazioni liberali.
Possibile che non te ne renda conto?
Possibile che non ti sia chiaro che tutto si deve sapere?
l’ho spiegato: nell’introduzione, prima di riportare copia della notizia di agenzia, si accostano le erogazioni o contributi (leciti, a norma di legge) con appalti truccati (illeciti) e altro.
Certo che si devono dare e ricevere notizie ma in modo corretto, non in maniera tendenziosa che può finire per coinvolgere negativamente altri soggetti e persone giuridiche. Tant’è vero, ecco l’effetto, che alcuni commentatori hanno scritto "Hanno preso tutti (denaro)" e simili, senza fare distinzione tra ciò che è legale e ciò che non lo è.
In un articolo, ripreso o scritto di proprio pugno, ciò che è legale non può essere mescolato, nella stessa incisa e semplicemente separato da virgola, con ciò che è oggetto di un processo penale. E ’ un concetto di base del giornalismo e della cronaca giudiziaria e il nostro autore, dicendo di aver fatto mestiere di cronista, deve essersene dimenticato.
Tutto qui, anche se non è poco. Comprendo il desiderio anche tuo di sapere il più possibile, ma bisogna anche sapere come, con correttezza; tanto più che si parla anche di vicende giudiziarie con un processo in corso. Ciao
di voglio sapere(xxx.xxx.xxx.14)23 aprile 2009 14:33
mi pare che si facciano questioni di lana caprina.
a me l’articolo è piaciuto e non ci ho trovato scorrettezze, e comunque mi pare che non ci fosse questa intenzione perchè tutto è descritto chiaramente.
perchè quel signore (o signora) che si sente un professore non entra nel merito dei fatti?
qui c’è gente che ha preso dei soldi da uno che fa affari e noi vogliamo sapere perchè.
come dice califano "tutto il resto è noia".
Quel signore notava la scorrettezza nell’ accostare capi d’accusa, peraltro di un processo in corso, con erogazioni lecite. E’ una questione in primis etico-giornalistica, quella che chiama di "lana caprina".
Poi è chiaro, può non interessare e il resto è noia. L’articolo è una notizia di agenzia, con l’aggiunta di una introduzione di un autore.
Giusto per precisare che c’è gente che ha preso soldi in maniera lecita, raccogliendo contributi nel rispetto della legge, in modo trasparente. Anche da uno che fa "affari" e che può averne fatti di irregolari (il processo è in corso) e di regolari, come nel caso di erogazioni legali che gente ha preso. Questo è il merito dei fatti che si volevano evidenziare. Il perché credo si debba ascrivere alla condivisione delle mission portate avanti dalle persone giuridiche che hanno ricevuto contributi.
Penso sia anche cosa migliore dei contributi pubblici (qui si commentava invece dei contributi dati da un privato, imprenditore) dati ai partiti e ai loro giornali. Certo, vogliamo sapere, cosa è lecito e cosa no, in modo da non fare tutto un calderone.