Le elezioni per l’assemblea costituente in Tunisia si terranno il 23 ottobre 2011. Al momento Ennahda sembra essere favorito, anche se appare ridimensionato in confronto alle stime di qualche mese fa.
A luglio, secondo un sondaggio dell'Istituto 3C Études il 67% dei tunisini sarebbe incerto su quale partito votare, mentre del 33% che dichiara la propria intenzione di voto, il 14% voterà Ennahda.
Questo partito è molto radicato nelle parti povere del paese, dove compie molte opere di beneficienza. É l’unico partito seriamente strutturato. Ha aperto moltissime sedi in tutta la Tunisia, grazie anche a probabili finanziamenti provenienti dagli Stati del Golfo. Ennahda, insieme a un altro partito che riceve finanziamenti non chiari dall’estero (PDP), non ha accettato la modifica proposta dall’Haute Instance che avrebbe voluto vietarli. Eppure i suoi leaders sostengono che i loro proventi provengano esclusivamente dalle quote di adesione degli iscritti.
L'Islam politico tunisino è sempre stato il più aperto alla discussione teorica. Ennahda nasce intorno al 1969-1970 dall'incontro di tre uomini: Rached Ghannouchi, tornato nel suo paese dalla Siria dove aveva svolto i suoi studi di filosofia e si era avvicinato al movimento dei Fratelli Musulmani.
Hmida Enneifer, di ritorno da Parigi dove aveva studiato letteratura araba, anch'egli molto vicino ai Fratelli Musulmani, e infine Abdelfattah Mourou, detto "lo sceicco", avvocato, uno dei pochi, se non l'unico, giovane predicatore formato al Sadiki Collége, ma molto vicino a quello che rimaneva degli sceicchi della Zeitouna (università musulmana).
La svolta decisiva verso l'islam politico avvenne alla fine degli anni '70, anche a seguito della rivoluzione iraniana.
Habib Bourghiba perseguitò ferocemente l’MTI (Movimento per la tendenza islamica), iniziale denominazione del partito, i cui militanti subirono durissime condanne al carcere. Graziati nel 1984, arrivarono ad avere una larga base sociale nelle zone disagiate della Tunisia, dove facevano opere di beneficenza e creavano comitati di quartiere.
Salutarono con gioia il colpo di stato del generale Zine el-Abidine Ben Alì che spodestava il loro grande persecutore. Ma il flirt fra il nuovo dittatore che, a differenza del suo predecessore, aveva ostentato inizialmente un grande attaccamento ai valori della religione, e Rached Gannouchi, era destinato a breve durata.
Nel 1988 venne firmato il Patto Nazionale che permetteva all'MTI di partecipare alla vita politica del paese, però l'anno successivo la denominazione del movimento venne cambiata in Ennahda (Rinascimento) in modo da rispettare il nuovo Codice Elettorale che vietava ogni riferimento religioso nei nomi dei partiti.
In questo modo gli islamici parteciparono alle elezioni dell'aprile
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