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Il pericolo delle radiazioni
Secondo i dati a disposizione, l’incidente nucleare di Fukushima può essere considerato serio ma certo non una catastrofe.
E’ stato classificato di livello 5 nella scala INES
quindi della stessa gravita dell’incidente di Three Mile Island negli USA del 1979.
In questo incidente un operatore erroneamente fece fuoriuscire l’acqua del raffreddamento radioattiva all’esterno. Oggi dopo molti anni ne conosciamo bene gli effetti.
La popolazione intorno alla centrale subì una radiazione aggiuntiva di 0,013 mSv per anno su un fondo naturale di 3,5 mSv per anno. Si tratta della radiazione equivalente a quella che si assorbe con una TAC.
Molti hanno scritto e parlato di una nuova Chernobyl (livello 7 scala INES), non è vero.
A Chernobyl nelle vicinanze del reattore 4 le radiazioni arrivarono a 10.000 - 300.000 mSv per ora. Il 18 marzo nella zona intorno ai reattori di Fukushima la media dei livelli delle radiazioni oscillava da 0,01 a 0,03 mSv per ora. Nei diciotto punti di monitoraggio sparsi in un raggio dai 30 km ai 60 km dal sito nucleare la radiazione più alta riscontrata è stata di 0,14 mSv all’ora (Nuclear Energiy Institute).
Data la situazione di emergenza i limiti della dose assorbibile per i tecnici che operano attualmente nelle centrali sono state aumentati da 100 millisievert a 250 millisievert. Si noti che usualmente i limiti per i lavoratori del nucleare sono di 20 millisievert per anno. Per fare un paragone si consideri che la dose minima letale è 6 Sv (la dose per cui si muore al 60% entro 30 giorni).
Secondo i tecnici dell’IAEA i livelli di radiazioni a Tokyo e nelle altre aree al di fuori di 30 -60 Km da Fukushima rimangono normali. Qualche preoccupazione hanno suscitato i dati del Japan Atomic Industrial Forum sull’aumento della radioattività nei prodotti alimentari raccolti intorno a Fukushima: il latte e sei tipi di spinaci. Il portavoce del governo Edano ha detto che se questi prodotti fossero consumati per un anno ciò comporterebbe un aumento delle radiazioni assorbite equivalenti a quello di una TAC.